Settimanale, anno 9 - n. 51
Sab, 22 Luglio 2017

Recensioni >> Pandora - Sempre Ovunque Oltre Il Sogno

A volte e spesso un evento dà la spinta per realizzare sogni e credo che il 3 febbraio del 1974 per i Pandora sia stato il momento in cui la musica sarebbe diventata parte integrante della loro vita. Nel settembre del 2005 padre e figlio, Beppe Colombo e Claudio Colombo insieme a Corrado Grappeggia decidono di formare i Pandora, un progetto musicale che prenderà ispirazione e attingerà alle influenze musicali che negli anni hanno formato il loro carattere e permeato la loro esistenza.
Nel 1974 i Genesis erano in Tour promuovendo il loro album capolavoro "Selling England by the Pound" e specialmente in Italia la band ottiene un successo che ha quasi dell'incredibile.
Nel 2005 i Pandora pubblicano la loro prima opera
Dramma di un Poeta Ubriaco ottenendo un buon successo sia di vendite che di critica.
Nel 2011 si ricostruiscono nella formazione ufficiale e danno alle stampe e alle registrazioni la nuova creatura
Sempre Ovunque Oltre il Sogno.
Otto brani, 4 strumentali e una lunga suite, compongono questo album dove l'art rock, la psichedelia, si amalgama al progressive rock, al progressive metal, al canterbury sound per poi dare un grande tributo a quello che è il rock progressive italiano degli anni 70.
Beppe, Claudio e Corrado, tutti polistrumentisti di alta capacità, sono riusciti nel 2011 (e non a caso metto questa data visto il panorama musicale italiano), a creare un'opera rock musicalmente stupenda dove il tributo alle loro influenze musicali è integrato e permette di capire che non è solamente un copiare sonorità e riproporle ma è evidente che queste sonorità sono parte della loro cultura musicale, fanno parte del loro storia. Genesis e in particolare Emerson Lake & Palmer, Jehtro Tull, van Der Graff ma anche intrusioni nel progressive metal dei Dream Theater grazie alla chitarra di Claudio ma, quello che io da ascoltatore percepisco, è una certa predilezione per le sonorità e il cantato dei The Trip, band italiana degli anni 70 mai troppo conosciuta e adorata.
La potenza sinfonica di questo album la si ascolta subito alle prime note di
Il Re Degli Scemi per poi confluire nella stupenda L'Altare Del Sacrificio con un flauto molto bello all'inizio alla Jehtro Tull. Le tematiche fantasy e mitologiche fanno da perno nei testi della band. L'Altare del Sacrificio, L'Incantesimo del Druido, La Formula Finale di Chad-Bat raccontano la storia del potente sacerdote celtico, mentre Il Re degli Scemi, L'Altare del Sacrificio, Discesa Attraverso lo Stige e Ade, Sensazione di Paura aprono la strada ad una lunga escursione nei panoramici mitologici.
Il brano
Ade Sensazione e Paura è per me il brano migliore dell'album, un piacere per chi come me ama il progressive rock perchè la lezione del prog anni 70 italiano è espressa splendidamente e dà brividi sulla schiena mentre risalgono in mente le sonorità dei Goblin.
A Torino il 3 Febbraio del 1974 arrivano in concerto i Genesis portando il loro spettacolo di art rock e progressive in Italia. Beppe Colombo era lì, in quella serata di magia e suoni. Quell'evento ha dato forse vita a tutto quello che ascoltiamo nella produzione dei Pandora e Beppe ha voluto ricordare quel giorno con il brano acustico
03-02-1974, un brano un po' fuori dalle sonorità dell'album ma che ci ricorda e rende partecipi di quella serata.
Ultima nota degna di considerazione è il packaging dell'album perfettamente in tono con la musica all'interno e stupendamente illustrato dalla pittrice
Emoni Viruet che con la sua pittura in copertina è riuscita magicamente a farci entrare nel mondo e nelle storie che i Pandora riescono a raccontarci.
Un bellissimo album che apporta un contributo enorme nella scena progressive rock italiana. E non solo in Italia ma anche all'estero dove la nostra musica progressive rock è stata conosciuta e apprezzata e grazie a Beppe, Claudio e Corrado continua ad essere tra le migliori rappresentazioni del nostro Paese.

 Claudio Lodi   (14.3.11)