Settimanale, anno 11 - n. 8
Ven, 21 Settembre 2018

Pop Corn >> Orient Pop, l'incontro tra Oriente e Occidente

Libri da sentire, film da ascoltare

   Orient pop è un libro interessante che mostra il profondo legame tra musica e spiritualità nell'incontro tra Oriente e Occidente. La differenza tra i due mondi non produce conflitti ma diventa terreno fertile per creare nuove e infinite possibilità di confronto. 
Leonardo Vittorio Arena, autore del libro, ci presenta alcuni musicisti occidentali che hanno tratto ispirazione dalla spiritualità e dalla musica sacra creando in alcuni casi capolavori assoluti (si pensi, tra gli altri, a John Coltrane con la sua A
Love Supreme, inconcepibile senza la musica modale delle culture orali asiatiche).
Nelle pagine del libro, all'incirca quattrocento, la voglia e la passione di Arena di mettere sul piatto del giradischi vecchi LP come colonna sonora del suo viaggio musicale rimane quasi sempre forte e intatta. L'autore parla di musica Pop, Rock, d'Avanguardia, Jazz ecc... senza distinzioni di generi commentando sia i testi più significativi di ogni artista sia le sonorità. Il suo viaggio comincia nel 1965 con i Beatles e più precisamente con il sitar suonato da George Harrison che fu precursore di sonorità insolite e melodie ipnotiche, evocatrici di mondi lontani e sconosciuti.
Si passa poi a Bob Dylan, definito come "perfetta incarnazione Zen" e si arriva al Rock progressivo di Peter Hammill dei Van der Graaf Generator e quello di Robert Fripp dei King Crimson, entrambi alle prese con la scissione dell'uomo contemporaneo in cerca di se stesso. Anche David Sylvian è un artista tormentato nel suo processo d'individuazione ma le sue contraddizioni generano creatività e apertura verso mondi lontani con feconde contaminazioni.
Il momento migliore del libro è quello in cui si parla di Brian Eno con la sua musica d'ambiente portatrice di un nuovo concetto di spazio e di tempo. Eno non è interessato all'aspetto melodico, armonico o ritmico, ma solo al suono nella sua ripetizione che cambia sempre in nuove combinazioni musicali. Secondo Eno "la musica è un'attività meditativa di tipo Zen", è musica senza scopo che può essere fruita dunque in vari modi.
Arena prosegue nel suo viaggio fino ad arrivare alla spiritualità del nulla di Tom Waits e alla musica estatica sufi di Nusrat Fateh Ali Khan, dove il ritmo ossessivo fa cadere tutti i partecipanti in uno stato di
trance. La musica nella sua totalità è una possibilità di trasformazione, sia per l'ascoltatore che per l'artista, proprio perché penetra nell'impalpabile e aiuta nell'evoluzione spirituale dell'essere, l'ascolto della musica, infatti, ci trasforma fino a diventare noi stessi.  

Annalisa Nicastro

Leonardo Vittorio Arena
Orient Pop
Castelvecchi
pp.378
€ 22,00