Settimanale, anno 11 - n. 51
Ven, 19 Luglio 2019

Recensioni >> Bloc Party - Intimacy

Nell'ultimo weekend di agosto del 1999, due giovani amici, Okelele, inglese di origini nigeriane e Lisak, della contea di Essex, si ritrovano tra i prati del Reading Festival, a 40 minuti da Londra. Beh la due giorni di rock alternativo carica i due ragazzi al punto che decidono di mettere su una band. 
Londra è una città che offre molte possibilità a chi vuole misurarsi con strumenti elettrificati e creatività ma questo certo non significa che non si debba fare la gavetta! Allora giù con prove, registrazioni da cantina, cercasi batterista, brevi concerti, cambi di nome e ancora cercasi batterista.
Ed ecco che nel 2005 ai Bloc Party, questo è il definitivo nome del gruppo, l'etichetta V2 concede la grande occasione: la realizzazione del loro debut album,
Silent Allarm, che andrà a raccogliere vecchi singoli e nuove composizioni. Il fresco rock dei nostri quattro, forte di un accattivante ritmica, colpisce subito pubblico e critica. I singoli che circolano nelle radio europee aiutano a riempire di curiosi, data dopo data, i club prima e le sale da concerto poi.

Nel 2006 i Bloc Party realizzano
A weekend in the city dove all'immediatezza del rock uniscono arrangiamenti elettronici come a dare testimonianza di quello che è  l'attuale suono delle città. I testi raccontano del disagio che vivono molti giovani inglesi, di omosessualità, di politica. Nell'ultimo weekend di agosto del 2007, due giovani amici, Okereke e Lissack, insieme ad altri due nuovi compagni di viaggio, Tong e Moakes, si ritrovano tra i prati del Reading Festival. Nei giorni passati hanno registrato delle nuove canzoni e ora stanno per salire sul palco del più importante evento rock dell'anno!
Quelle canzoni sono raccolte oggi in
Intimacy, terzo album per i Bloc party. Il titolo rende molto bene il carattere di questo disco. Anche se Ares apre le danze  rifacendosi agli esordi del gruppo, le scorribande chitarristiche dei primi due lavori vengono qui mutate in arrangiamenti più minimali e l'elettronica prende più spazio, detta tempo e melodia. Il cantato di Okereke tinge lo spartito di atmosfere cupe in Mercury, ma subito dopo lo illumina con Halo. Il finale è dedicato ad un bellissimo ed emozionante crescendo, Ion Square, dove i suoni sintetici aiutano e rafforzano l'impatto emotivo delle corde pizzicate nel ritornello e il coro in coda.
I ragazzi sono cresciuti e da semplici spettatori sono diventati protagonisti del nuovo Rock. L'ultimo weekend di agosto ha rappresentato per i Bloc Party un' importante occasione, chissà se non possa diventare fondamentale anche per altri giovani. Avanti buttatevi nella mischia!

Claudio Donatelli          (21.9.08)

Bloc Party
Intimacy (Wichita 2008)

Tracklist:
1.  Ares
2.  Mercury
3.  Halo
4.  Biko
5.  Trojan horse
6.  Signs
7.  One month off
8.  Zephyrus
9.  Better than heaven
10. Ion square