Settimanale, anno 11 - n. 43
Sab, 25 Maggio 2019

La Soffitta >> Beatles, suoni lontani sempre presenti (parte 1)

Gruppi, dischi, storie e personaggi che hanno fatto la storia della musica!

Nel corso degli ultimi 40 anni l'opera dei Beatles non ha mai smesso di essere oggetto di studi e analisi di ogni tipo da parte della critica, musicale e non, e fonte di ispirazione per migliaia di musicisti di varie generazioni, stregati prima o poi dall'incantesimo sonoro dei Fab Four.
Quali che siano la genialità e l'originalità compositiva dei quattro, o il loro spirito pionieristico votato alla scoperta e definizione di nuove frontiere musicali, o la fortuna di avere accanto un produttore brillante come George Martin, o l'abilità e pazienza dei tecnici di Abbey Road capaci di ampliare e dilatare oltre l'impossibile la resa sonora delle spartane e primordiali apparecchiature della EMI Records, alla base del successo e dell'immortalità di una musica così epocale vi è pur sempre il semplice suono che esce dalle casse dello stereo ogni volta che si ascolta un loro disco. Un elemento fondamentale per il suono dei Beatles o "alla Beatles" sono gli strumenti usati in fase di incisione, in particolare le diverse chitarre utilizzate nel corso degli anni, dato il ruolo generalmente primario da esse ricoperto negli arrangiamenti. L'uso o l'abbandono di una data strumentazione da parte dei tre chitarristi Harrison, Lennon, e Mc Cartney coincide esattamente con la loro evoluzione musicale e le esigenze che questa comporta, perciò anche per tale tipo di analisi si possono individuare tre periodi fondamentali:

Dagli esordi fino al 1965

I giovani Beatles che si esibiscono semisconosciuti ad Amburgo o al Cavern di Liverpool sono un gruppo dedito ad un  fragoroso e compatto Rock'n'Roll con qualche spazio per languide ballate di ispirazione Soul o Country:hanno bisogno di strumenti solidi e affidabili, in grado di sopportare lo stress delle lunghe maratone musicali a cui sono destinati notte dopo notte.Con i pochi soldi faticosamente risparmiati George acquista una Gretsch Duo Jet del 1956 da un marinaio americano di passaggio ad Amburgo.E'una ottima chitarra simile alla più famosa Gibson Les Paul ma con camere armoniche scavate nella cassa apparentemente solida, una caratteristica che ne esalta i toni acustici, squillanti e ben definiti. John si affida ad una Rickenbacker 325 (1) a tre pickups, una delle rarissime importate allora in Europa.Rimarrà negli anni un fedelissimo di questo modello e marchio, contribuendo con la sua immagine  al successo planetario e al fatturato astronomico della Rickenbacker. Paul, prevalentemente ancora soltanto un bassista,  sceglie un Hofner 501(2), un originale basso a forma di violino, a cui anche lui donerà fama imperitura, uno strumento piuttosto economico ma apprezzabile per la sua leggerezza e comodità d'uso.

Questo set di strumenti,  insieme ad amplificatori
Fender e Gibson di modesto wattaggio, messo insieme nel 1960 rimarrà invariato fino al 1963,quando la fama, il successo di vendite eclatante, e la conseguente maggiore disponibilità economica consentono ai Quattro di scegliere con totale libertà la propria attrezzatura. La musica che sia ascolta nei concerti e nei  dischi dei Beatles fino al 1965 è un fresco e brillante Beat-Rock con influenze melodiche e Rhythm'n'Blues, sia nei brani originali sia nelle covers che ancora eseguono, perciò i suoni delle chitarre, seppur grintosi e bene in evidenza, sono piuttosto nitidi e puliti. George, affezionato al marchio Gretsch, adotta i nuovi modelli semiacustici 6120 Chet Atkins Country Gentleman (3) e 6119 Tennessean (4), rispettivamente a due e una spalla mancante e con pickups Filtertron Humbuckers più potenti e Hilotron a bobina singola dal suono tagliente e squillante,due scelte azzeccate per il ruolo di solista che George ancora ufficialmente ricopre. Nel 1964 Harrison cederà al fascino della Rickenbacker 12 corde 360/12 (5) che caratterizza l'album A Hard Day's Night, e sarà poi adottata da Roger Mc Guinn dei Byrds e da Pete Townshend degli Who.

Fra gli strumenti usati, seppur marginalmente, da George in questo periodo figurano anche una
Gibson 345 Stereo e una Fender Stratocaster( nell'album Rubber Soul in particolare). John Lennon da parte sua si serve del nuovo modello della Rickenbacker 325, ora in finitura nera Jetglo, che diviene popolarissima fra i gruppi Beat, grazie alle sue timbriche cristalline ideali per il supporto ritmico. Una variante della 325, la 325/12, a 12 corde, sarà spesso usata da John fra il 1964 e il 1965. Per l'esecuzione delle numerose parti di chitarra acustica, sia George che John suonano due Gibson J160 elettrificate identiche. Nell'arsenale di George anche una Framus Hootenanny acustica 12 corde. Paul rimane fedele al piccolo e leggero Hofner 501, aggiornandolo però con un modello del 1963 con diversa diposizione dei pickups.

Le parti chitarristiche che Paul suona in studio sono eseguite con una Epiphone Casino, una splendida  chitarra semiacustica ispirata alla Gibson ES330, molto versatile e apprezzata ed utilizzata a lungo anche da George e John che ne acquistarono una a testa alla fine del 1964. La chitarra acustica suonata da Paul è una Epiphone Texan ,il cui suono è ormai scolpito nella memoria collettiva: con questo strumento Mc Cartney inciderà Yesterday nel 1965. Essenziali per la definizione del suono beatlesiano sono poi gli amplificatori britannici VOX, sempre utilizzati dal vivo, modelli sempre più potenti di mese in mese per concerti davanti a folle sempre più oceaniche, si va dai classici AC30 (amplificatori di culto vendutissimi ancor oggi) agli AC50 e AC100 per le chitarre, al VOX Vibrolux per il basso di Paul. Ringo da parte sua suonerà sempre e soltanto batterie Ludwig,di vari modelli e dimensioni.

Andrea Angelini