Settimanale, anno 13 - n. 3
Ven, 14 Agosto 2020

A propos de >> Yael Naim, un racconto in musica

Musica a 360 giri

Ieri sera sono arrivata all'Auditorium Parco della Musica di Roma, piena di curiosità nei confronti di questa giovane cantante francese di origini israeliane venuta alla ribalta con il singolo New Soul. Sì, sto parlando di Yael Naim, trent'anni nata a Parigi ma cresciuta a Ramat Ha Sharon, città alle porte di Tel Aviv.
Inizia a studiare il piano all'età di nove anni ma ben presto scopre, tra i dischi di suo padre, Aretha Franklin, i Beatles e soprattutto Joni Mitchell. Ha fatto parte della Israel Air Force Orchestra come cantante (in Israele esiste il servizio militare obbligatorio anche per le donne).
Nel 2000 approda a Parigi, dove durante uno show viene notata da alcuni produttori della EMI. Il suo primo album In a man's womb pubblicato nel 2001 è un flop, questo demotiva Yael che pensa di abbandonare tutto fino a quando non fa la conoscenza di David Donatien. Lui è un musicista poli-strumentale e arrangiatore originario dell'India Occidentale che la sprona a proseguire nel suo lavoro, convincendola anche a cantare in ebraico.
Ed ecco che, nel 2007, dalla loro collaborazione nasce l'album New Soul registrato nell'appartamento della giovane cantante. La fortuna a questo punto ci ha messo lo zampino e la canzone viene scelta per una campagna pubblicitaria della Apple. È il successo mondiale. Yael si impone con la sua musica, una miscellanea di pop, ballate folk, di sonorità che richiamano le sue origini cosmopolite impreziosite dalla sua voce con la quale si diverte a giocare con testi in inglese e in ebraico.
Ma veniamo a ieri sera, Yael si presenta in tutta la sua grazia e semplicità davanti al pubblico e immediatamente incanta tutti con la sua voce ma anche con la sua simpatia. Insieme con lei sul palco del Roma Jazz Festival c'erano David Donatien alle percussioni, Xavier Tribolet al basso e Laurent David al basso.
L'atmosfera è molto intima e Yael attraverso la sua musica si racconta. Ci parla dei suoi momenti di solitudine, lei straniera in Francia lontana dalla sua famiglia e dai suoi affetti con canzoni a volte struggenti  appena sussurrate (Lonely), a volte come delicate cantilene (Paris) nel suo idioma, altre dedicate a una storia d'amore senza futuro (Shelcha). Ma Yael è anche piena di gioia di vivere, ben espressa in Endless song of happiness e soprattutto nella travolgente New Soul, con il cui bis ha chiuso la sua performance coinvolgendo tutto il pubblico, in piedi a ballare e a tenere il tempo con le mani.
Yael sembra uscita da una fiaba, si muove sul palco leggiadra con grazia improvvisa, passi di danza guidata solo dalla sua musicalità, passa dalla chitarra acustica al pianoforte, dove ci delizia con una graffiante e inusuale versione di Toxic, brano di Britney Spears.
Prima di lasciare Roma, per altre tappe del suo tour, si concede ai suoi fans presenti in teatro per foto e autografi, lasciando a tutti noi la sensazione di aver passato una serata piacevole, purificati dalle brutture della giornata con il cuore più leggero.

Tiziana Cantarelli      (25.11.08)