Settimanale, anno 13 - n. 3
Ven, 14 Agosto 2020

Recensioni >> Bruce Springsteen–Working on a Dream

E' passato solo un anno dall'uscita di Magic, un album che al primo ascolto aveva dato buone impressioni ma che, con l'andare del tempo, si era rivelato debole anche se pieno di riferimenti al periodo buio che la nostra epoca sta passando. C'era molta paura tra noi fans (eh sì...lo sono anche io) alla notizia dell'uscita di Working on a Dream,  e gia si parlava di un album leggero, pop, d'ascolto facile. Ma è bastato mettere il cd nel lettore ed ecco la voce del Boss ricordarci che Outlaw Pete a sei mesi di vita aveva rapinato una banca, che a venticinque anni aveva rubato un cavallo e che sa dire solo "ragazzi sono Outlaw Pete"; un brano strano questo, con sonorità alla Morricone, con un sapore di film western che ad ogni ascolto cresce sempre di più e dove l'urlo di Outlaw Pete ci entra dentro e fa esplodere la rabbia come sempre dell'America nascosta. In Working on a Dream il suono esce fuori splendido, corposo, che ci fa sentire ad ogni canzone uno Springsteen come ai vecchi tempi, in My lucky day, è protagonista un rock che da tempi Bruce non tirava fuori, in Working on a dream e Queen of the supermarket si fa omaggio all'America silenziosa e lavoratrice, in Good Eye con il suo blues e la What Love Can Do in odor di Tom Petty, si respira il Bruce più autentico. Un album che può sembrare leggero ma solo all'inizio, è un disco solare, sicuramente molto più del penultimo album Magic, è un album dove i riferimenti agli anni 60, dei Byrds e Roy Orbison si sprecano, si sentono ovunque. E' quindi un disco la cui solarità si avverte anche nei testi dove si racconta di una nazione alle prese con un sogno; non a caso la canzone Working on a dream è stata un omaggio al nuovo presidente americano Obama. Seguono brani che probabilmente non sono della potenza e caratura dei titoli sopraccitati, ma che mantengono comunque un livello più che accettabile e ascoltabile. E' un bel lavoro del Boss, di certo non un capolavoro ma rappresenta in ogni caso una bella sorpresa che ci fa dire ancora: "Bruce dai, fai un altro album". La E Street Band è nell'album ma non viene riportata nel titolo e forse giustamente dato che la produzione di Brendan O'Brien tende a far sparire il timbro caratteristico nascondendolo un po' in suoni "plasticosi" e forse sovrarrangiati. Chiude l'album The Wrestler una bonus track tratta dal film omonimo del regista Darren Aronofsky con Mickey Rourke. Il brano è un po' fuori dalle sonorità dell'album, ma rimane un classico esempio di cosa il nostro Bruce sa fare quando imbraccia una chitarra.
Una nota alla confezione del cd in edizione limitata, ha una forma strana fuori misura che ci darà filo da torcere per la sua sistemazione ma comunque bella e corredata di libretto con i testi e un Dvd allegato con 40 minuti di video con il making of dell'album. In conclusione posso dire come per ogni album del Boss, buon ascolto e ora che arriva in Italia se potete andate a vedere il concerto.

Claudio Lodi                           (1.2.09)

Tracklist
1. Outlaw Pete
2. My Lucky Day
3. Working On A Dream
4. Queen Of The Supermarket
5. What Love Can Do
6. This Life
7. Good Eye
8. Tomorrow Never Knows
9. Life Itself
10. Kingdom Of Days
11. Surprise, Surprise
12. The Last Carnival
13. The Wrestler