Settimanale, anno 11 - n. 51
Ven, 19 Luglio 2019

Recensioni >> Neil Young - Sugar Mountain

Era il 1968, Neil Young a 23 anni usciva dall'esperienza dei Buffalo Springfield con risultati più o meno positivi ma sicuramente importanti per la scena del rock americano. Lo ritroviamo subito dopo a rafforzare la sua identità, gia comunque ben delineata e precisa con la sua inconfondibile voce, il suo modo di cantare e scrivere è cosi originale che la storia poi lo porterà a diventare  icona di vari generi musicali dalla psichedelica al rock al country, icona così forte e così importante che grandi gruppi come i Pearl Jam, i Nirvana e tutto il movimento Grunge di Seattle deve qualcosa al suo modo di fare musica e di essere spontaneo e artista fino in fondo.
Sugar Mountain-Live at Canterbury House 1968 è un album live appena uscito e fa parte degli archivi che il nostro artista sta rispolverando e portando finalmente alla nostra conoscenza e dai quali sono già usciti un live elettrico ed uno acustico.
In quest'album è contenuto il meglio dei due concerti tenuti il 9 e il 10 novembre 1968 durante il suo primo tour acustico alla Canterbury House in Michigan. Sicuramente avremmo preferito ascoltare un intero concerto come è già successo per i due live prima di questo. Comunque possiamo sentire versioni di brani di epoca Buffalo Springfield come
On The Way Home, Mr. Soul, o versioni del suo repertorio che poi diventeranno fondamentali nella sua discografia come, Last Trip to Tulsa, Sugar Mountain, The Loner.
Il suo modo di cantare non è al massimo, appare un po' svogliato ma a tratti sa essere comunque coinvolgente. Durante l'ascolto si capisce che l'audience non doveva esser composta da molte persone tanto da far pensare ad una performance casalinga, come una chiacchierata tra amici ma è anche vero che in quest'album si percepisce la grande concezione della sua musica ovvero la parte acustica e la parte elettrica, perché in tutte e due le versioni Neil Young è sempre scarno, semplice con suoni naturali e senza fronzoli, in questo concerto prende la sua chitarra la suona e canta. Chitarra e basta. Un uomo e la sua musica. Non usa virtuosismi, se non quel suo caratteristico modo di suonare con note stoppate e arpeggi stile country.
Per concludere non è decisamente un live importante nella storia di Neil Young ma è una testimonianza dell'opera di un artista che ancora dopo tanti anni riesce a dare emozioni con la sua musica e il suo modo di cantare.
Piccola nota a margine nella confezione oltre al Cd è incluso un Dvd dove l'album è campionato ad una frequenza migliore del Cd e quindi ascoltabile da impianti Hi-Fi professionali.

Claudio Lodi                                    (8.2.09)