Settimanale, anno 13 - n. 3
Ven, 14 Agosto 2020

Recensioni >> White tree - Cloudland

Quando due o più persone che non si conoscono fra loro oppure che arrivano da due realtà lontane per provenienza si incontrano, si avvicinano molto spesso l'uno all'altro con una buona dose di eccitazione e curiosità ma anche forse con un pizzico di diffidenza.
Lo scoprire che un musicista italiano e compositore classico, seduto al suo pianoforte e che due tedeschi compositori di musica elettronica, si siano uniti molto segretamente per dare vita ad un progetto live e un cd di musica originale, nuova, ci è sembrato un evento da non perdere. Tutto questo si è materializzato quando nel 2006 il pianista
Ludovico Einaudi e i fratelli Robert e Ronald Lippok hanno iniziato una proficua collaborazione che li ha portati ad esibirsi in alcuni concerti italiani. Oggi questo progetto, con il nome White Tree, è diventato un cd Cloudland. Einaudi non è estraneo all'utilizzo di suoni sintetici e si è sempre distinto per la modernità delle sue composizioni, per la sua capacità di entrare in mondi diversi, come quello del cinema. I Lippok, fondatori del gruppo To Rococo Rot, hanno aperto la via ad un nuovo concetto di musica elettronica, contaminandola di vari stili, rendendola più viva e pulsante, proprio grazie all'originale modo di suonare la batteria di Ronald.
Cloudland è ispirato al racconto di Amos Tutuola "The palm-wine drinkard" e critica lo stile di vita troppo freddo e frenetico che è tanto radicato nel nostro presente. Le registrazioni sono avvenute in un luogo molto particolare e dall'acustica unica, il Planet Roc di Berlino, studi della radio della ex Berlino Est.
Il disco si apre con
Slow ocean, dolce e indolente composizione che parla come le onde del mare. Da queste prime note si ascoltano le chiare intenzioni dei tre artisti. Il tutto ruota attorno ad un delicato gioco di rimandi, di domande e risposte, con sporadici echi, tra un suono sintetico che ispira un accordo di pianoforte.
Nelle tracce che seguono, l'intensità dell'esecuzione e la tensione della composizione, salgono, si attenuano, chiariscono il continuo dialogo tra gli strumenti, le note. Protagonista dell'intero cd è senza dubbio la bellissima melodia popolare che ci accompagna nell'ascolto. Una melodia profonda, matura e mai scontata. Necessaria! Citiamo tra i momenti più intensi e affascinanti il crescendo in
Tangerine. Questo stupendo album si chiude come si era aperto, in modo riflessivo e caldo; e non è un chiudere la porta, ma uno spalancare la vita alle emozioni!

Claudio Donatelli              (1.3.09)