Settimanale, anno 10 - n. 20
Mar, 12 Dicembre 2017

La Soffitta >> The Who - Live at the Isle of Wight Festival

Gruppi, dischi, storie e personaggi che hanno fatto la storia della musica!

"Sai cos'è l'Isola di Whight, è per noi l'isola di chi ha negli occhi il blu della gioventù di chi canta hippy hippy hippy." Così cantavano i Dik Dik riferendosi al festival di musica rock che dal 26 al 30 agosto del 1970 portò piu di 600.000 persone su questa piccola isola nel canale della Manica.
Era un periodo di grandi festival di musica rock, l'anno prima c'era stato Woodstock, e prima ancora il festival pop di Monterey nel 1967. Era il periodo dell'estate dell'amore, della ideologia Hippy e della guerra in Vietnam.
Gli Who parteciparono a tutti e tre i festival piu importanti: Monterey, Woodstock e l'Isola di Wight e lo fecero portando la "differenza" musicale e di provenienza che li contraddistingueva dal tipo di musica che girava in quel periodo.
Inglesi di Londra, i quattro ragazzi che formavano la band Roger Daltrey, Keit Moon, John Entwistle e Pete Townshend vengono considerati, a ragione credo, la più grande rock band di tutti i tempi (lo so, lo dicono anche dei Clash, dei Led Zeppelin e di tanti altri), anticipatori del movimento Punk che nella metà degli anni 70 avrebbe infiammato l'Inghilterra. Tra le varie canzoni che sono rimaste nella storia, scrissero anche quel brano My generation che diventò negli anni 70 un inno, un porta bandiera di una generazione intera.  
Ed ora nel 2009 una testimonianza di quell'epoca e di quel giorno del festival nell'isola arriva nei negozi con gli Who e il loro Live At The Isle Of Wight Festival 1970, l'esibizione completa della band di quella serata. In quel periodo Gli Who portavano in giro per il mondo il Tour della loro Opera rock Tommy, personalmente la ritengo una delle opere rock più belle di quel periodo, e in questo album, composto da due cd , la seconda parte è dedicata tutta all'opera completa suonata con la loro carica di sempre, con la grande voce di Daltrey , la batteria folle di Keit Moon, le scariche della chitarra di Pete Townshed e lo stupendo tappeto sonoro del basso di John Entwistle. Il biondo dei capelli di Roger Daltrey e il suo vestirsi hippie in contrasto con la tuta da lavoratore di Pete Townshed, ovvero l'inizio e la fine dell'ideologia Hippy.
L'album apre con un brano di John Entwistle Heaven and Hell per proseguire con I can't explain, Young Man Blues fino ad arrivare all'inedita Water, 10 minuti di puro blues rock acido, scritta appositamente per il festival di Woodstock. Ma è effettivamente dal brano che introduce l'opera Tommy, ovvero Overture che gli Who danno il meglio di se stessi e lo danno cosi tanto che forse questo concerto è la piu bella esibizione mai ascoltata nella loro carriera di albums Live. E quindi inizia il lungo viaggio musicale nella storia di Tommy, ragazzino che diventa cieco, sordo e muto dopo aver visto l'assassinio della madre e che si scopre mago del flipper.
Lunghe progressioni musicali e intermezzi comici si legano alla grande potenza musicale che riescono a tirar fuori sul palco, colpisce la "nudità" del suono fatto di una chitarra, di un basso e batteria ma che allo stesso tempo riempie e dà spessore a tutto il cantato di Daltrey. The Acid Queen, Pinball Wizard, Tommy can you hear me?, I'm Free, We're not gonna Take it o come il leit motif dell'opera See me, Feel me, Touch me , heal me sono brani che hanno fatto la storia del rock della musica del secolo passato. Chiudono il concerto il medley Summertime Blues/Shaking all Over/Spoonful/Twist & Shout e le spettacolari versioni di Substitute, My Generation, Naked Eyes e Magic Bus.
Un grande album live, una grande testimonianza di quel periodo musicale, ma anche una grande esibizione degli Who che dimostrano ancora una volta di essere dei grandi strumentisti ed esecutori e una grande ma grande rock band. Una band che negli anni a venire ha saputo influenzare la scena musicale mondiale e che senza di loro band come i Pearl Jam, i Nirvana e anche tutta la scena completa del grunge e il punk avrebbero avuto sonorità sicuramente diverse.

Claudio Lodi        (12.04.09)