Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

Recensioni >> Tori Amos - Abnormally Attracted To Sin

Ma quanto è bella la copertina del suo nuovo album? Arrivo nel negozio che è il mio spacciatore abituale di musica e avvicinandomi al settore novità vedo questa bellissima foto di una donna adagiata su un letto che mi guarda. Una donna di altri tempi, un'immagine che sembra provenire da un passato lontano. Apro la confezione e guardo le foto interne e come nell'album American Doll Posse, c'è la nostra Tori Amos in versioni diverse, donne dissonanti con personalità totalmente opposte, foto che continuano a colpirmi per la loro bellezza. Mi colpisce anche la confezione, un cd audio con l'album, un dvd con i video per ogni canzone, il libretto con testi e un piccolo poster con due foto splendide. Dopo aver goduto visualmente di questo album, inserisco il cd nel lettore in macchina mentre torno verso casa e anche adesso rimango colpito, il primo brano Give mi trasporta velocemente in ambientazioni cupe, scure, quasi potresti dire che non è Tori Amos ma un nuovo capolavoro dei Portishead, ma nel momento che ti aspetti la voce di Beth Gibbons aggredirti subdolamente, entra Tori con voce piena, calda e ti avvolge come solo lei sa fare.
 Il brano Give apre Abnormally Attracted to Sin che prosegue con Welcome To England, il primo singolo. Una canzone veramente in classico stile Tori Amos con tonalità vocali diverse, come se parlassero più personaggi e con le sue melodie classiche. L'album prosegue con brani stupendi come Flavour, Curtain Call, 500 Miles, Maybe California ma anche con brani meno attraenti che compromettono forse leggermente l'ascolto dell'intero album come Strong Black Vine oppure That Guy. Il passaggio alla nuova etichetta discografica Universal è come una boccata di aria nuova per la nostra artista. Questo perché Abnormally Attracted To Sin è il ritorno di Tori Amos alla sperimentazione, alla voglia di mettersi di nuovo alla prova. L'album si contraddistingue infatti da momenti più vicini stilisticamente allo stile classico dell'artista e a momenti diversi e nuovi: elettronica, jazz (con la stupenda Lady In Blue)e il classico pop. Forse ci manca un po' quello che ci ha fatto amare la nostra rossa, quella voce e pianoforte che ci ha sempre stregati ed emozionati. E' anche vero, però, che per lei ogni canzone, ogni momento musicale è un'emozione da vivere all'istante ,diversa di volta in volta, che racconta storie fatte di straordinarietà ma anche di quotidianità. Abnormally Attracted To Sin non è assolutamente un brutto album, è sopra la media di tantissime produzioni di questi anni. E' nella media delle opere di Tori Amos e si farà ricordare per le sue canzoni stupende. Verrà ricordato anche per la sua forse eccessiva lunghezza: 71 minuti sono un lungo ascolto e bisogna impegnarsi nel farlo. Ma l'arte richiede attenzione e non superficialità e trovare una cantautrice come lei che ha cose da dirci dopo 13 albums è sicuramente una rarità specialmente se la creatività non viene mai meno. Inoltre come ogni opera, va assimilata, capita, sviscerata ed è qui che questo album si posiziona, perché si fa apprezzare ad ogni ascolto.

Claudio Lodi                    (14.6.09)