Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

Recensioni >> Dave Matthews Band - Big Whiskey and...

La più allegra parata funebre mai ascoltata  

Il sax che sentite all'inizio dell'album è di LeRoi Moore: LeRoi non c'è più, una brutta caduta da un veicolo in corsa. La band di Dave è una figura mitologica, ogni elemento dà corpo e sostegno a uno stile unico, un mix equilibrato di folk, rock e country funky. LeRoi era una gamba di questa struttura musicale che ha ripreso solo ora a camminare senza di lui (il sostituto non ha lo stesso spessore del compianto, ma il sax è fondamentale nel sound di questa band).
Big Whiskey and the GrooGrux King è un omaggio all'amico e compagno di viaggio LeRoi Moore (soprannominato dai membri della band GrooGrux), invece di salutarlo con un canto funebre, la Dave Matthews Band ha pensato di suonare come in una parata, di onorare il ricordo con una festa. Ora sono in tour: il 5 luglio, unica data in Italia al Lucca Summer Festival, non perdetevi l'occasione di sentire la miglior band live del pianeta terra!!!!!!!!!
Questo settimo album in studio della DMB è di difficile lettura, non diretto, ma merita, e lo merita davvero, un secondo e terzo ascolto per coglierne la bellezza e la maestosità architettonica. I DMB hanno superato ogni ostacolo, da chi li voleva puri e sempre uguali a chi si aspettava qualcosa di nuovo, ora sono più "grandi", maturi musicalmente come non lo sono mai stati, ogni raffinato cambio di ritmo o perfezionistico momento di confusione è lì dove dovrebbe essere, un unione di stile e tecnica al servizio di composizioni complete e illuminate.
Leroi apre il sipario al primo brano, Shake Like A Monkey: il riff è solido (la chitarra del virtuoso Tim Raynolds si è ancora una volta unita alla band), per un attimo l'accostamento al brano Word Up nella versione dei Korn viene naturale, ma questa canzone è ancora più incisiva ed energica nel cantato, il rock funky è aggressivo e la voce sa gestirne le intenzioni. L'accostamento della voce di Dave a quella del leader dei Pearl Jam Eddie Vedder non l'ho mai condivisa, ma ora non posso negare di sentire la medesima forza espressiva. Segue il singolo Funny The Way It Is, il manifesto della band sulla scia del concetto Show Must Go On con una riflessione in più: non c'è niente di funny nel sapere che quello che per te può essere un buon giorno possa essere invece tragico per qualcun altro. Il refrain così acido e sincopato lo sottolinea, aiutato dal malinconico violino di Boyd Tinsley. Più vicina alle composizioni DMB style, invece, è Lying In The Hands Of God, ispirato brano che mette in luce le qualità di colui che si può definire la spina dorsale di questa band: Carter Beauford, batterista  multiforme. Nessun altro drummer saprebbe arricchire gli spazi e gli impercettibili silenzi del tempo come lui, senza essere invasivo, ma solo seguendo il flusso della chitarra acustica (vederlo suonare vale il prezzo del concerto). Le voci seguono e si affollano come in un brano dell'album Uncle John's Band, dei Grateful Dead. Why I Am, il ricordo è  vitale, le persone non si dimenticano "Ed è così che sono ancora qui che ballo con Re Groogrux", con una certa forza il brano ricorda l'amico e lo celebra. Dive In è il brano meno originale dell'album, mentre il funky-country di Alligator Pie, con il banjo in rilievo, è una feroce pioggia estiva che da New Orleans arriva fino alle nostre spiagge. Irresistibile.
Prestate attenzione alla macchinosa Seven, che a tempo dispari divora come un mietitore, un omaggio quasi ai cugini Phish. Ma le sorprese in questa opera sono nascoste come vipere ovunque: quando s'innesca Time Bomb la memoria percorre le strade dell'America di Neil Young e Bruce Springsteen, ma poi la miccia si consuma ed esplode la canzone con reminiscenze grunge che questa band, fino ad ora, non aveva mai avuto. Il sipario alla fine si chiude con due canzoni docili e intime. Semplici e quasi necessarie, come se dopo tanta foga e rabbia, tanta cura e ricercatezza, alla fine Dave si fosse trovato stremato, con il bisogno di purezza. E la purezza è disadorna. Due brani acustici, My Baby Blue e You & Me, suonati con qualcosa spezzato nella voce e nel petto.

Massimo Bomprezzi   (28.06.09)