Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

A propos de >> Dave Matthews Band Live a Lucca

Musica a 360 giri

Dave Matthews Band-Lucca Summer Festival 5 luglio 

Cosa avevo detto?Cosa avevo detto io? La miglior band dal vivo!
Qui in Italia Dave Matthews Band, con il suo sound contaminato da rock folk e funky, sembrerebbe una band di nicchia ma solo apparenza. La buona musica dal vivo è sempre benaccolta, anche in Italia (capito John Mayer, Counting Crows, John Butler Trio,  Stone Temple Pilots che non vi fate mai vedere?!). Partendo dai numeri: 8000 mila persone, tre ore e mezza di grande musica, 21 canzoni, una delle quali durata 18 minuti tra  assolo di sax e chitarra.
Sorvolo sulla triste scelta di D'Alessandro e Galli (i promoter del Summer Festival di Lucca)  nel lasciare l'omino di X-Factor Jury in pasto ad una platea affamata di buona musica che da 11 anni aspetta di sentire la band americana. Se lo spirito di quel ragazzo non si è autodistrutto adesso ha speranze di continuare la sua carriera.
Sono le 21 e sale sul palco la band più popolare d'America, erano in centomila al Central Park per ascoltarli, riempiono anfiteatri e  stadi di baseball. Ai loro occhi questa suggestiva piazza della toscana deve essere sembrata davvero piccola ma il momento no, il momento era importante, grande. Infatti Dave Matthews  e i suoi 5 amici si sono consumati sul palco, senza posa hanno coinvolto e commosso. Dave ha cantato con passione muovendosi come un rockettaro Jim Carrey. Dave  con la voce può ogni cosa e Carter Beauford con la batteria fa sembrare l'impossibile quasi ordinario, al punto che improvvisa facendo palloncini con il chewing-gum.
Apre Don't Drink the Water. E' appena iniziato il concerto e la sensazione che si avverte subito è quella di un momento raro per la musica, non è cieco virtuosismo, ma la passione è al timone in questa traversata oltreoceano. Ben otto i brani tratti dall'ultimo album  Big Whiskey & The Groogrux King (400mila copie nella prima settimana) e tutti ben accolti.
La sinergia tra palco e platea è stata vera e toccante, sia quando il pubblico ha intonato le note di Everyday, richiesta raccolta subito dalla band che l'ha eseguita, sia quando sul primo bis la platea di fan si è fatta trovare con in volto la maschera ripresa dalla copertina dell'ultimo album (che ritrae il volto del compianto amico e  sassofonista LeRoy Moore). Più che un concerto pareva un abbraccio tra amici e quando due amici non si vedono da tanto tempo l'abbraccio è sempre prolungato. Sono seguite sul palco: Crash Into me, la canzone che tira fuori le ossa dalla carne le spolvera e le rimette al loro  posto, Cornbread,  brano che se fosse cantato in italiano sembrerebbe uscito dalla notte della taranta, Dreamtree che  ha avvolto tutta la piazza con immagini evocative ispirate dal flauto traverso di Jeff Coffin (a lui si deve il bel "dialogo" tra strumenti, sax e batteria, durante #41). C'è stato spazio anche per l'album solista di Dave Matthews (Some Devil) con Gravedigger, folk rock ispirato da Antologia di Spoon River, che ha introdotto il pensiero sentito di Dave e la band per l'incidente a Viareggio. A seguire la dedica di una canzone  emozionante Dive In (dal vivo acquista lo spessore che le mancava sulla recente versione in studio). E quando la band sembrava esaurita di tutte le forze dopo Two Step, con il pubblico ai lati che cercava di riprendere fiato come se avessero anche loro soffiato nella tromba di Rashawn Ross, Dave Matthews inaspettatamente ha abbracciato la chitarra. Interrompendo la semina di bacchette che Carter faceva dal ciglio del palco il leader della band ha intonato Rye Whiskey (traditional eseguita anche alla celebrazione del 90esimo compleanno di Pete Seeger).
L'ora delle streghe è giunta  e la Dave Matthews Band al completo manda a nanna tutti con la favola di Raperonzolo, una canzone ricca di colori e ritmi (Rapunzel appunto) che mi fa dire ancora una volta "l'avevo detto io?! La migliore band dal vivo! L'avevo detto io?!"

Massimo Bomprezzi      (12.07.09)