Settimanale, anno 11 - n. 51
Ven, 19 Luglio 2019

A propos de >> Mogwai - Cavea Auditorium Roma

Musica a 360 giri

Mogwai - Cavea Auditorium (18-07-2009) 

Semplicemente e delicatamente i Mogwai alle 21.20 salgono sul palco dell'Auditorium a Roma nell'ambito della manifestazione Luglio suona bene. Una serata dal cielo sereno con stelle e anche una bella aria fresca che ben si sposava con le atmosfere aperte e infinite della musica della band. Gruppo scozzese con all'attivo sei album in studio fin dal 1995, Stuart Braithwaite, Brendan O'Hare, John Cummings, i tre chitarristi, il bassista Dominic Aitchinson e il batterista Martin Bulloch hanno sempre seguito la loro idea sia di musica che di ambientazione live non sacrificandosi mai alle grandi case discografiche e portando avanti un discorso che tra alti e bassi è sempre rimasto ad altissimo livello. Un palco scarno poche luci ma d'effetto, e loro lì, seduti e pronti a cullarci e scuoterci con la loro musica. Ecco, la musica dei Mogwai quel post rock, come viene chiamato, che da tempo si dice sia alla fine e che non abbia più niente da dire, che gira intorno a se stesso, e forse è vero tutto e tutti hanno ragione. Però i Mogwai hanno dimostrato che le idee ci sono ancora e che sono sempre vivi e che chi urla alla morte dei generi musicali spesso e volentieri sbaglia. Infatti il loro ultimo album The Hawk is Howling ne è la prova, una produzione solida compatta, quasi imprescindibile nell'ascolto delle produzioni dell'anno passato e di quest'anno. E questo album è la linea guida del concerto, a discapito forse delle vecchie produzioni sacrificando cosi la scaletta, ma che, anche se sacrificata nei pezzi famosi, riesce a rimanere godibile e di effetto. Il palco dell'Auditorium riesce a dare al loro sound la giusta dimensione come anche il coreografico volo dei gabbiani all'incedere delle prime note che si aprono soffuse ed eteree. Le loro chitarre spaziali, infinite, perse in quel suono che sa di vasti spazi ma che in un solo secondo sa tornare in piccole case di legno, calde con il camino acceso mentre fuori piove. E la loro bravura sul palco è di farti provare tutto questo, di farti sentire seduto con loro in questa casa ad ascoltare le loro note. Sicuramente non sono "animali da palcoscenico", non urlano e non saltano e il rapporto con il pubblico è veramente minimo rendendo forse l'atmosfera un po' fredda, a volte asettica. Ma da bravi scozzesi sanno farti capire con gesti minimi se sono contenti: e allora ogni tanto si vedono bicchieri di birra che si alzano verso il pubblico, sorrisi accennati, passi oltre lo spazio delimitato dalla luce che li circonda.  
Brani come I'm Jim Morrison, I'm Dead, Hunted By a Freak, Batcat dove le tre chitarre hanno tuonato potentissime, Mogwai Fear Satan, brani minimali e potenti esplosioni, intrecci di arpeggi di chitarra e basso che creano quelle armonie morbide, un po' malinconiche...I Mogwai sono questo: atmosfera, La loro musica ti culla ma riesci anche ad esaltarti al loro sound potente e tirato, caotico e a volume altissimo. Non fatevi fuorviare da chi vi dice che sono antipatici e freddi, la loro musica non lo è, i loro strumenti sanno conquistare come la loro capacità compositiva e ieri sera lo hanno confermato di fronte a più di 1000 persone. Sicuramente ritorneranno come ogni anno in Italia, e chi di voi ieri sera non c'era cerchi di esserci la prossima volta, perché un concerto dei Mogwai è sempre un'esperienza coinvolgente che lascia un segno dentro.

Claudio Lodi       (19.07.09)