Settimanale, anno 11 - n. 20
Gio, 13 Dicembre 2018

Soundcheck >> Chiara Raggi - Molo 22

Ti piace fare musica? Faccela ascoltare!!!

Frizzante ed alquanto esotica, Chiara Raggi si propone nel suo album d'esordio Molo 22 (2009). La cantautrice di origine romagnola ci espone in maniera molto personale i luoghi in cui è vissuta, dalle atmosfere create dall'armonia dei pezzi ritroviamo, infatti, il litorale di Rimini (dove è nata e dove ha vissuto la sua adolescenza), la spiaggia, il mare, la calma notturna, le sere musicali e la luce lunare. Non radi sono i rimandi ad uno stile di scrittura tipicamente poetico ed alla recitazione vera e propria del testo (Alcune mattine) quasi come se fosse una testimonianza della sua esperienza che l'ha portata a contatto con numerosi poeti e autori italiani. Lo stesso stile della Raggi può definirsi quasi poetico: ogni pezzo è una storia in versi, è il racconto di una scena vista (e molto probabilmente vissuta) negli anni della crescita interiore e musicale nel proprio luogo d'origine.
Molo 22 (che dà il nome all'intero album) ci porta direttamente ad una passeggiata di settembre: "aria di sale, piedi bagnati, polvere e luna", olfatto vista e tatto coinvolti da un paesaggio marittimo notturno. L'arrangiamento allegro ed effervescente fa pensare ad una passeggiata notturna solitaria in cui potersi rifugiare: "le passeggiate al Molo 22 sono un rito vitale!". Dopo essersi diplomata in Chitarra Classica al Conservatorio "G.Lettimi", si trasferisce a Torino, ma, come succede a tutti i cosiddetti "emigranti", restano sempre nel cuore i luoghi d'infanzia e la terra d'origine, "sola col mio tempo, lascio le radici" (Il viaggio). Prorompente è la presenza di sonorità etniche e aria di festa, testimoniate anche dalla collaborazione di Roberto Taufic Hasbun (chitarre, tastiere, cavaquinho e viola caipira) e di Gilson SiIveira (percussioni), senza dimenticare gli altri strumentisti che hanno collaborato al progetto, Eduardo Taufic (melodica e pianoforte), Federico Marchesano (contrabbasso), Leonardo Enrici Baion (clarinetto) e Evelina Paiano (flauto).
Dato l'ensemble strumentale molto variegato, anche il carattere dei pezzi risulta molto differenziato: dalle sbarazzine Moschina e Confessioni, alle nostalgiche Non è importante ed E' cambiata la notte. Non mancano riferimenti anche alle atmosfere jazzistiche e di bossa nova (Stomaco e musica): la voce estremamente pulita di Chiara emerge dalle armonie create dagli strumenti in maniera molto naturale, lasciandoci immaginare che il suono di questa voce provenga da una ragazza semplice e "acqua e sapone", proprio come la sua voce. A volte a fare da ambiente è l'atmosfera soft di un locale di musica etnica, a volte è lo schiamazzo di una festa in strada, fino al salottino intimo, perfetto per un'esecuzione chitarra e voce, di Angelo rosso, come se fosse un saluto a tutti quelli che sono rimasti lì seduti ad ascoltare fino alla fine.
In un panorama della musica italiana (e non) caratterizzato da imitazioni varie e ricerca di voci sempre più "complicate", la proposta di Chiara Raggi risulta valida e di facile accoglienza da parte di una grossa fetta di pubblico.

 Mina Chiarelli         (4.10.09)