Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

A propos de >> Porcupine Tree - Atlantico Live

Musica a 360 giri

Porcupine Tree , Atlantico Live - 05/11/2009 Roma
L'attesa per il concerto era forte, decisamente forte. Se ne parlava spesso nei giorni prima, anche settimane prima...ok lo ammetto, ne parlavo da mesi! Effettivamente pur avendo visto tante volte i Porcupine Tree in concerto, aspetto sempre con ansia una loro esibizione. Sono sempre stati, e saranno sempre, un gruppo di musicisti che sul palco non si risparmia, danno sempre il meglio di loro stessi passando da sonorità psichedeliche a metal duro a progressive rock riuscendo ad essere sempre originali, nuovi e in maniera particolare, tremendamente bravi.  Gruppo nato nel lontano 1991 e con all'attivo 14 albums in studio ed edizioni limitate di album live, EP e singoli. Steve Wilson, mente del gruppo, insieme a Jensen Barbieri alle tastiere, è sempre stato un artista molto prolifico e sempre ad alto livello con partecipazioni anche in gruppi esterni alla sua band.
Il 5 novembre 2009 Steve Wilson con i suoi Porcupine Tree hanno effettuato una tappa a Roma, città che non scordano mai di visitare e alla quale hanno anche dedicato un doppio album live intitolato Coma Divine. A Roma quindi per presentare il loro tour The Incident Tour incentrato totalmente sulla loro ultima creazione discografica, il controverso album The Incident.
Il grosso tendone che ospita il gruppo, l'Atlantico Live ex Palacisalfa, riesce a stento a contenere tutte le persone venute ad assistere all'esibizione, che risulta alla fine totalmente pieno e saturo di persone oramai compatte, credo siano state almeno un migliaio di fans arrivati da tutto il centro e sud italia. Prima dell'esibizione dei Porcupine Tree sul palco sale il gruppo dei Demians, gruppo francese di Post Rock in stile ISIS o JESU ma forse più articolati nelle loro composizioni. Decisamente bravi, potenti, e riescono a divertire. Chitarre pesanti dure ma anche tristemente melodiche e in 50 minuti riescono a far divertire e saltare il pubblico che per fortuna da qualche anno riesce ad apprezzare il fatto che ci siano gruppi spalla nei concerti e che grazie a questo artisti riescono a farsi conoscere. Vi consiglio vivamente di ascoltarli e nel caso di comprare il loro album di debutto Building an Empire e di visitare il loro sito su myspace
http:\\www.myspace.com/demiansmusic
Con un leggero ritardo ma che ha contribuito solo a far salire l'adrenalina al pubblico, ecco che i Porcupine Tree salgono sul palco, poche luci, suoni rarefatti, Steven Wilson scalzo con il piede destro sulla sua immensa pedaliera e poi le esplosioni delle chitarre di Occam's Razor che introducono il nuovo album The Incident. Per un' ora intera senza nessuna pausa o interruzione la nuova creazione discografica, il loro primo concept album, viene proposto nella sua interezza, da notare anche la scelta coraggiosa di proporre un album nuovo nella sua interezza. Great Expectations, Drawing the Lines, le chitarre potentissime di Circles of Manias, la minimale e splendida The Yellow Windows of the Evening Train e la splendida e ripeto splendida I drive the hearse. Un ora dove il loro nuovo album, forse un po' piatto e ripetitivo, prende una vita diversa, una carica che non c'è nella versione in studio. Una leggera pausa di 15 minuti segnata da un timer gigantesco sullo megaschermo del palco, ed eccoli tornare con la seconda parte del concerto dove in un ora e mezza travolgono il pubblico con brani come Start Of Something Beautiful, Russia On Ice, Pills I'm Taking, Strip the soul, 3, Stars Die, Way Out Of Here la spettacolare Normal, Bonnie The Cat, Sound Of Muzak, Trains. Si spengono le luci del palco e si accendono quelle del tendone, ci si guarda nel pubblico, convinti, sicuri di aver assistito ad un grande concerto dove Steven Wilson, Colin Edwin, Gavin Harrison che non fa rimpiangere assolutamente il grande Chris Maitland alla batteria, Richard Barbieri e John Wesley, hanno saputo suonare con maestria con passione. Steven Wilson non è mai stato fermo un minuto tra cambi di chitarre e sedute al mellotron. Sicuramente sono mancati dei brani importanti della loro discografia ma la scelta di brani anche molto vecchi ha dimostrato un interesse della band anche nel proporre scelte coraggiose e rispettose sia dei nuovi fans che dei vecchi. Con il sorriso stampato in faccia le orecchie affaticate ma contenti torniamo alle macchine, felici che una band come loro che è capace di racchiudere nel loro suono 40 anni di rock, è viva, suona e sul palco è anche meglio della loro versione su cd/vinile, e questo nella classica e sempre apprezzata "usanza" dei grandi gruppi del rock.

Claudio Lodi     (15.11.09)

Scaletta del concerto per sapere cosa vi siete persi:
Occam's razor
The blind house
Great expectations
Kneel and disconnect
Drawing the line
The incident
Your unpleasant family
The yellow windows of the evening train
Time files
Degree zero of liberty
Octane twisted
The séance
Circle of manias
I drive the hearse
The start of something
Beautiful Russia on ice (Part 1)
Anesthetize (Part 2): "The pills I'm taking" Stars die Strip the soul
3
Normal
Way out of here
The sound of muzak
Trains