Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

Recensioni >> The Stevenson Ranch Davidians

La California è lo stato che tradizionalmente, dagli anni delle lotte pacifiste ai nostri giorni, è stata la mamma di molti artisiti e gruppi musicali che si sono contraddistinti per il loro forte senso anticonformista. The Stevenson Ranch Davidians arrivano da li, la nazione strettta tra oceano e deserti, che si poggia su piane e montagne, dalle grandi ma piccole città.
Nel 2006 esce il loro primo album
Psalms, hymns and spiritual songs, raccolta di canzoni dall'atmosfera polverosa, cupa, i suoni sembrano arrivarci direttamente da un locale vecchio stile, tavoli di legno e fumo nell'aria. Dwayne, voce e chitarra, sembra essere una persona schiva, fuori moda, che non da molta importanza alla forma, si punta forte sulla sostanza, folk dilatato e arricchito da chitarre blues.
Il nuovo disco
Life & Dead riparte proprio dalla loro attitudine live, ora elettrica e tagliente, ora acustica e accogliente. Do you feel free? da il benvenuto agli ascoltatori facendo loro una domanda attorno al quale gira tutto il disco. Ballata di respiro anni 60, semplice e accattivante negli arrangiamenti chitarristici. L'aria retrò con grande abilità viene di volta in volta abbandonata per composizioni più attuali, è il caso di Cosmic blues che passeggia lungo i viali segnati da Coldplay e Travis.
Everybody live è il momento più alto di Life & Dead, le luci tornano soffuse e le zone buie danno profondità ai suoni, i ripetitivi colpi di batteria sono presto accompagnati da organo e giro di chitarra, un crescendo emozionante dove la voce di Dwayne sembra trovarsi a proprio agio. The Stevenson Ranch Davidians  sono una band che riesce a riprodurre con naturalezza su disco il suono di una performance live, le canzoni sono ricche di spiritualità e i testi diretti e profondi fanno di Life & Dead un disco piacevole e appassionante.

Claudio Donatelli
    (06.12.09)