Settimanale, anno 11 - n. 26
Lun, 21 Gennaio 2019

World in Music >> Worldream -Canto de Perdas

Note in viaggio

Si può viaggiare sognando e lo si può fare lasciandosi trasportare dalla musica. Immaginate l'India. Gli odori di questa terra, aromatici, i colori di questa terra, il giallo, l'arancione il rosso, i suoni. Lasciatevi trasportare dalle melodie d'oriente, l'harmonium, il bansoori, la tabla.
Worldream è un progetto discografico che invita all'ascolto dei suoni del mondo, che ricerca la fusione delle culture e delle tradizioni musicali. Federico Laterza è il padre di questo progetto che lo vede compositore e pianista delle opere. In Canto de Perdas, la quinta opera scritta per Worldream, Fabio Lazzarin percussionista, offre il suo prezioso contributo nella composizione ritmica delle opere che, come tradizione indiana impone, presentano tutte tempi composti e spesso sincopati.
Ispirato a "India" di John Coltrane è un percorso attraverso questa magnifica terra. Un viaggio che fonde con il mediterraneo, con la morbidezza e la dolcezza dei suoni del sud dell'Italia tutte le melodie appartenenti alla più antica tradizione orientale. Un incontro tra culture e sonorità, un etno-jazz ricco e potente. Metrica composta e irregolare (5/4),  per Canto de Perdas, brano da cui prende nome l'intero disco. Moduli ritmici tipici della tradizione indiana, quindi (Normalmente Non Succede in 11/4, Local Times in 7/4, Go Thirteen in 13/4) per queste composizioni che incorporano delicatezza e rock, dolcezza e sensualità. 
Federico Laterza al piano e harmonium indiano, oscilla tra un romanticismo che evoca Chopin, all'interno di un sistema tonale e scale modali e scale aumentate tipiche delle armonie orientali. Lutte Berg alle chitarre elettriche, acustiche e fretless, stupisce. La sua chitarra è penetrante e limpida. Sa fondere perfettamente la freddezza dei suoni che evocano glaciali paesaggi nordici, con l'ensemble più dolce. Paolo Iannarella ai sassofoni, flauto e ciaramelle, sfuma le sonorità mediterranee e il jazz più classico. Stefano Cesare al basso elettrico e contrabbasso, profondo ed incisivo offre corposità al ritmo. Interessante e spettacolare la sostituzione del percussionista del live all'Alpheus dove il sestetto ha presentato il disco lo scorso venerdì sera. Arnaldo Vacca ha sostituito Fabio Lazzarin, e si è esibito in un performance vibrante arricchita da una ritmica tribale afroamerica forte e piena.
Dalla dolcezza dei paesaggi incontaminati ai ritmi popolari, dallo spazio di un assolo romantico del piano all'enfasi delle percussioni tribali che sfociano in una danza di suoni, nel calore della terra, nei colori dell'oriente.
L'ensemble risulta perfettamente in sintonia nella musica più nostalgica, così come nel ritmo di un jazz fusion d'avanguardia e del calore popolare. Una perfetta fusione tra oriente e occidente, tra il mare e la terra.

 Francesca Maiolino  (14.2.10)