Settimanale, anno 13 - n. 3
Ven, 14 Agosto 2020

Recensioni >> Carmen Consoli - Elettra

Per chi, come me, andava a tutti i suoi concerti, la seguiva in alberghi e ristoranti concedendo alle sue parole e alla sua musica una percentuale nella compilation della propria vita, l'uscita di un album di Carmen Consoli è sempre un accadimento importante. Inevitabilmente lo lego ai sentimenti, alle sensazioni di quando avevo vent'anni (oggi ne ho solo 35), alla patente di guida, ai primi folli e sofferenti innamoramenti, a quando ancora impiegavo pomeriggi interi a preparare compilation in musicassetta da ascoltare in auto o nel walkman.
Non appena ho acquistato Elettra (e per caso l'ho comprato nel vecchio negozio dove ho acquistato anche i primi album della cantantessa), non ho saputo resistere, l'ho immediatamente aperto ed ho approfittato dei sui 40 intensi minuti per raggiungere e trovare un posto auto vicino al mio posto di lavoro nella caotica Palermo. Mai ricerca di posteggio è stata più piacevole. La guida lenta nel traffico mi ha dato modo di dedicare la mia mente e il mio cuore all'ascolto di questo album, riportandomi alla memoria le sensazioni degli anni dei primi album e dei primi concerti.
Non c'è dubbio che, almeno musicalmente, quest'album sia molto vicino al penultimo Eva contro Eva: un sound "acustico" primeggia su chitarre elettriche usate in maniera "sobria". Per quanto riguarda i testi, la differenza con quelli degli album passati è, senza alcun dubbio, la rivelazione del dolore per la perdita recente del padre, a cui è dedicato il primo delicato e commovente pezzo, Mandaci una cartolina.
Quello che Carmen fa è raccontarci emozioni, o meglio, raccontarci storie attraverso delle emozioni, come in Sud Est o in Mio Zio (per me il pezzo più bello, più intenso di tutto l'album).
Non passa inosservato l'intervento di Franco Battiato in Marie ti amiamo. L'intrecciarsi tra lingua italiana, francese ed araba, le percussioni, il mandolino, il tutto crea un'atmosfera rarefatta, di sogno.
Non manca in nessun brano il richiamo alla sicilianità, ma ancor meno in ‘A Finestra (omaggio a Rosa Balistreri), interamente in dialetto. A mio parere, ciò che qui è raccontato, è proprio la descrizione di come la Consoli inventa le sue storie: affacciandosi dalla finestra e descrivendo, passando dalla propria intensa sensibilità femminile, ciò che vede, con gli occhi e con il cuore.
Elettra è un disco bello, gustoso, emozionante, e Carmen Consoli, pur mantenendo una forte riconoscibilità stilistica, riesce ogni volta a sorprendermi.

Luca Savettiere    (21.2.10)