Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

A propos de >> The Wall...of Berlin

Musica a 360 giri

Vi ricordate i CCCP? Un'interpretazione dell'acronimo russo SSSR (l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) che in alfabeto cirillico è equivalente a CCCP, è in realtà un gruppo punk-rock nato nel 1982 a Berlino. Fedeli alla linea, i fondatori del gruppo, Massimiliano Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, entrambi originari di Reggio Emilia, si incontrano a Berlino città divisa dal Muro, città che vive in due mondi paralleli ma opposti, una città che soffre in silenzio. Insieme danno vita a questa band che inizia a suonare live in Germania e soprattutto a Berlino.
Massimo Zamboni il 25 Febbraio 2010 all'Init  di Roma ci riporta in retromarcia nella Berlino degli anni '80. L'apertura in realtà è la Mongolia. Quella vissuta da Zamboni e Ferretti e riportata nel libro In Mongolia, in retromarcia di cui è appena uscita una seconda edizione, leggermente rivisitata da nuove esperienze di vita. Dalle canzoni della resistenza alla consapevolezza della difficoltà della vita, quello che può essere considerato vita, così come quello che può causare sofferenza sembra non essere più assoluto. Il vento gelido della Mongolia è freddo come il Muro di Berlino, il soffio del vento della Mongolia sgretola le città così come il soffio che ha fatto crollare il Muro. Ma sarà stato davvero un soffio quello che ha fatto crollare il Muro? Il crollo del Muro rappresenta davvero il fallimento del comunismo o è la creazione del Muro a rappresentare un fallimento, magari ancora più grande? Partendo da questo concetto e attingendo alle radici lontane del primo periodo dei CCCP, quello dei primi album Ortodossia, e Compagni, Cittadini, Fratelli Partigiani, Zamboni ci trasporta indietro di 30 anni.
Un filmato della costruzione del Muro di Berlino scandisce il tempo e poi i video musicali dove la musica è un'arte della quale non si può fare a meno neanche nei tempi più duri. Berlino è la città senza legge, senza regole, se non le proprie, dove l'arte però è indispensabile.
I video dei DAF sono più che mai rappresentativi. Attraversano la quotidianità, la gioventù, quella de I ragazzi dello Zoo di Berlino e le metafore della vita (Der Raeuber und Der Prinz) attraverso il rock- punk. Come loro gli IDEAL, una band rock pop di cui Zamboni ci propone Hundsgemein. I DAF si espongono in modo forte e deciso contro la cultura americana e solo la dolcezza di Kim Karnes, cantante statunitense, riesce a far entrare una musica diversa da quella dei duri testi in tedesco. Solo lei riesce ad abbattere un pezzo di "muro" e ad entrare nella Berlino che non voleva sentire altro che quella durezza, che voleva quella musica non solo cantata ma anche suonata in tedesco, dove tutta l'arte si manifesta in modo aggressivo e pungente.
Zamboni passa poi al grande Lou Reed con Berlin, un video in cui Lou Reed con la sua sigaretta in mano sussurra la canzone lasciando spazio alle riflessioni ed alle immagini. E' poi è il turno di David Bowie  con Heroes dove si può sperare di essere eroi dopo essere sopravvissuti in piedi accanto al Muro. Ci ricordano ancora i DAF con il video della famosissima Tanz der Mussolini un'angosciosa danza rock per chiudere, infine, con Emilia Paranoica dei CCCP un rock punk urlato e sofferente.


Francesca Maiolino  
(28.2.10)

foto: Francesca Maiolino