Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

Recensioni >> Joanna Newsom - Have One On Me

E' un personaggio particolare Joanna Newsom. Mi è stata presentata, musicalmente, dalla mia musa musicale (grazie Marianna come sempre) come una arpista "strana", "particolare" con un modo di usare l'arpa non consueto.
Non la conoscevo Joanna e quindi ho comprato il suo ultimo album Have One On Me incuriosito sia dalla descrizione fatta di lei che dalla confezione del suo album. Comincio quindi una ricerca di notizie che la riguardano e scopro una ragazza di 28 anni simile ad un elfo e non di certo ad una classica californiana quale è di origine. Il suo aspetto è dunque molto delicato, scopro anche che ha al suo attivo un album Ys considerato uno dei migliori della scena Art Folk americana. Dopo quell'album Joanna decide una mossa difficile di far uscire come nuova prova artistica un album in tre CD. Decido quindi di prendere l'album e tornato a casa prendo la cuffia e mi immergo nell'ascolto di questi tre CD.
Archi, violini, ed un voce sospesa, esile e poi un pianoforte, sempre note alte ed una voce che diventa melodica, eterea ma complessa. Ed è cosi che parte il primo brano Easy, subito la mente si perde tra le armonie della voce di Joanna e negli arrangiamenti degli strumenti, i pensieri vanno ad accostamenti come Tori Amos e anche Kate Bush. Joanna rende omaggio alla grande voce di Kate, gli intrecci melodici riconducono spesso a questa grande artista inglese. Ma Joanna non è un'artista che si ispira a Kate Bush solo per un motivo commerciale, la sua voce è più profonda di una semplice imitazione ed è proprio nell'andare avanti con l'ascolto dell'album che ci si rende conto che è capace di spaziare tra il folk irlandese classico al country della zona degli Appalachi fino ad inoltrarsi in melodie di culture diverse. Baby Birch con la sua arpa riesce a portarti nel mezzo di spazi immensi ma nello stesso tempo nel conforto di un luogo intimo dove ci racconta la storia di Baby Birch. Soft As Chalk ci riporta al grande periodo delle cantautrici come Joni Mitchell o Carol King degli anni 70 ed ammetto di adorare questo brano specialmente nella sua esibizione live che potete gustare alla fine di questo articolo. Grazie anche all'apporto musicale e la produzione di Ryan Francesconi, musicista famoso nell'area folk di Portland nell'Oregon, Joanna sperimenta nell'album sonorità e strumenti provenienti dai Balcani spostando le sue sonorità su nuovi campi.
Have One On Me è sicuramente un album pretenzioso per la sua lunghezza, due ore e passa di musica e con ballate mai inferiori a sette minuti. Due ore però dove la linea guida dell'album ovvero il gruppo di voce, arpa, archi, pianoforte e quando presente la batteria viaggiano perfettamente all'unisono, splendidamente amalgamati con i gorgheggi della voce di Joanna che si incastrano perfettamente nelle sonorità. Alla fine è un viaggio nelle storie che racconta e che interpreta con la sua voce quasi da ragazzina, ma terribilmente emozionante nella sua semplicità. Consapevole dell'eredità che porta con sé, quella delle grandi cantautrici degli anni settanta e di certi movimenti musicali che sono ancora profondamente radicati proprio nella terra dove vive. Sicuramente una bella scoperta questa artista e spero veramente di ascoltare la sua voce e la sua arpa ancora per molto tempo.

Claudio Lodi       (14.3.10)