Settimanale, anno 12 - n. 8
Mar, 17 Settembre 2019

A propos de >> Soap & Skin - M.I.T

Musica a 360 giri

Soap & Skin - M.I.T, Auditorium Sala Sinopoli (11.4.10) 
Foto e Testo: Claudio Lodi

Nel buio della sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma c'è fermento, una nuvola di gente in fila per entrare a vedere il Festival della Musica Elettronica, una molteplicità di mani brandiscono biglietti per accedere al monumento dedicato alla musica di Roma. Le torce illuminano il palcoscenico, entrano in scena i protagonisti della la sezione archi che si sistemano nelle loro postazioni; la luce dal basso illumina i loro volti immobili, mentre irrompe la musica inquieta ed oscura, Anja Plaschg sale sul palco.
Soap & Skin una delle rivelazioni del 2009, diciannovenne di Vienna, ha sorpreso e colpito sia il pubblico che gli addetti ai lavori con un album Lovetune For Vacuum scuro, violento ma allo stesso tempo malinconico e romantico, decisamente uno dei migliori albums dello scorso anno. Le corde dei violini e delle viole avvolgono la voce di Anja che timida affronta in piedi il pubblico, un palco dallo stile minimalista: poche luci praticamente nessuna scenografia, solo un pianoforte a coda. Sleep, Cry Wolf, Thanatos, Turbine Womb mettono malinconia nei nostri cuori e Anja dà tutta se stessa alla musica: si alza, guarda il pubblico, torna al pianoforte per buttarsi di nuovo nella frenesia degli accordi, si ferma e stramazza a terra, carica di tutta la sua emozione.
Questa ragazza appare così minuta ma così forte e debole allo stesso tempo. Così timida ma così maestosa nella violenza con la quale affronta gli accordi al pianoforte, con la voce così potente da sorprendere quando con la stessa forza sussurra le parole.
Mr Gaunt Pt 1000, Marche Funebre, The Sun, Cynthia, vere e proprie perle musicali con un mix di pianoforte e musica elettronica, che distinguono la musica di questa ragazza, e che la legano a grandi interpreti come la Nico dei Velvet Underground, ai quali tra l'altro è stata avvicinata. La sua bravura e genialità è solamente frutto della sua mente che in alcuni momenti spaventa: sono scene scure, oniriche, quelle che riesce a creare, visivamente vicine a quelle di registi come Tim Burton o come la musica di grandi compositori all'altezza di Danny Elfman.
In attesa che Anja Plaschg pubblichi il suo nuovo lavoro vi esorto e vi consiglio di cercare il suo album se non lo conoscete già e soprattutto vi invito a farvi trasportare nelle sue emozioni e nelle sue visioni. Ne rimarrete catturati come nella tela di un ragno e la melodia della sua voce saprà rendervi schiavi.

Claudio Lodi    (18.4.10)