Settimanale, anno 11 - n. 39
Ven, 26 Aprile 2019

Recensioni >> Samuel Katarro - Halfduck Mystery

Alberto Mariotti sin dagli anni della scuola assume saltuariamente le sembianze dell'immaginario fuoriclasse calcistico Samuel Katarro. La grande passione per la musica e in particolare per i Beach Boys spingono il ragazzo a passare dai campetti di periferia agli esercizi alla chitarra in cameretta. Dopo una discreta esperienza in gruppo, Alberto decide di far rivivere il suo personaggio immaginario, davanti un amplificatore, dietro un microfono e con una chitarra sulle ginocchia. Con l'aiuto di qualche amico raccoglie le migliori canzoni nel cd " Beach Party " e inizia così una lunga serie di concerti in molti piccoli club italiani, si fa conoscere e apprezzare. Ad aprile '10 è uscito il suo secondo disco dal nome The Halfduck Mystery, per l'etichetta Trovarobato.
La prima matrice del giovane Katarro aveva i colori sfumati di un blues arrivato dritto dritto dallo spazio, passato per la California e fermatosi in Toscana. The Halfduck Mystery riesce ad essere meno marziano e meno blues ma molto più immaginario, proprio come il personaggio dietro al quale si cela Alberto. Rustling apre il cd proprio su questa scia e ci fa capire che il progetto è cresciuto e si è arricchito di nuove collaborazioni agli strumenti, soprattutto del fedele compagno di viaggio e polistrumentista Wassilij Kropotkin (violino, chitarre...). Nella cameretta Katarro ha fatto passi da gigante con la composizione, e ha iniziato anche le lezioni di inglese infatti se ne ascoltano alcuni pezzi in Pink Clouds Over The Semipapero. Le chitarre la fanno da padrona, ma sono tanti gli strumenti che si aggrovigliano uno sull'altro per alzare sempre più in alto l'onda della creatività. In Pop Skull si corre lungo le autostrade californiane che portano al sud, la canzone è molto melodica ed evocativa. Come se possedesse un grande frullatore di generi musicali Katarro vi mette dentro, blues, jazz, rock, noise, soul, tanto istinto e divertimento ed ecco uscire fuori tracce come The First Years of Bobby Bunny e Three Minutes in California.
Ai pezzi folli e veloci si alternano momenti più riflessivi e notturni come la dolce 9V dove per un attimo Samuel sembra aver rubato la scena a Jack White.
La forza di questo nuovo eroe del rock nazionale sta nelle idee, fresche, energiche, appassionate e nel modo personalissimo di rappresentare e rendere reale il suo mondo immaginario.

 Claudio Donatelli     (2.5.10)