Settimanale, anno 16 - n. 0
Sab, 20 Luglio 2024

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Musica a 360 giri

La musica di Sweet Soubrette nella sua formula voce e ukulele ha qualcosa che colpisce profondamente al cuore. E' la formula del disco del suo esordio, Siren's Song, album che potrebbe avere come sottotitolo "Nuove ballate metropolitane". Ballate che parlano d'amore, di sofferenza, ma pur sempre con una punta di ironia, con una smorfia di dolore che sta sempre sul punto di trasformarsi in sorriso. Un sorriso complice e sornione.
Il concerto di Sweet Soubrette al Fanfulla inizia con Suckerpunch (non del tutto traducibile in italiano, è un pugno dato senza preavviso), con i suoi versi  programmatici "there is nothing more romantic as a doomed romance". In effetti l'amore destinato a finire male, eppure proprio per questo degno di essere raccontato, è il tema principale delle canzoni di Sweet Soubrette, confermato del resto dalla canzone immediatamente successiva, Unlucky in Love. Ballata su una donna che vede nella realtà che la circonda i segni inequivocabili dell'imminente disastro sentimentale. Unlucky in Love è in realtà un testo squisitamente umoristico sugli eccessi del fatalismo e del pessimismo, che a volte si mescolano in maniera contraddittoria ed esilarante "a gipsy tried to warn me, didn't do what she told: I guess I'm just unlucky in love".
Un'altra canzone molto importante del repertorio di Ellia Bisker (vero nome della Sweet Soubrette) è ovviamente la title track del suo primo album: Siren's Song. Al centro di questa ballata dal sapore evidentemente marinaresco è il rapporto tra un marinaio e una sirena. Un rapporto ambiguo e irrisolto: la sirena sta cercando di salvare il marinaio o lo sta illudendo verso il suo destino fatale? Non viene data una risposta, che deve essere cercata nel cuore di chi ascolta. Siren's song è per certi versi una delle canzoni più tipiche di Sweet Soubrette, non solo nell'ambiguità del testo, ma soprattutto nella dolcezza delle sonorità. Una dolcezza che si riflette nelle tenui armonie dell'ukulele, strumento caldo e vibrante persino nell'apparente banalità di un accordo di Do maggiore.
La cantante newyorchese però è in grado di offrire un lato più aggressivo, non solo dal punto di vista testuale (con Homewrecker, "Rovinafamiglie), ma anche dal punto di vista musicale. Così nasce My Tenderness Has Teeth (letteralmente: la mia tenerezza ha denti), un blues selvaggio e sincopato, che rivela una grinta davvero notevole. Non manca un omaggio all'Italia. Sweet Soubrette canta "I can't stop thinking of you" in italiano, secondo la traduzione di un suo amico scrittore (che però preferisce non essere citato) che è un'altra canzone su "un'ossessione amorosa", con un uso davvero interessante del bridge. E' facile comprendere come prevalgano le atmosfere intime, quasi confidenziali, pur senza dimenticare di lasciare spazio a una seducente sensualità.
Uno spettacolo di Sweet Soubrette non è solamente un concerto, è quasi un atto teatrale. In fondo lo stesso pseudonimo indica la presenza di un personaggio, una sorta di narratrice che rivela profondi contatti ad esempio con il vaudeville. Buona parte del successo delle canzoni di questa insolita musicista è dovuto del resto alla sua espressività e alle sue doti interpretative, che la rendono comunicativa anche di fronte a una platea che mastica l'inglese poco e male. Le canzoni così diventano una specie di gioco con il pubblico, un misto di sorriso e di allusioni, di timida ritrosia e di sfrontatezza. Come nel lavoro dell'attore, questa energia che scorre sotto la pelle della soubrette viene percepita da chi ascolta a livello più profondo ed elementale, in una sorta di immediatezza non verbale. Questo, francamente, non si può dire di tutti i performer.

Mauro Corso        (2.5.10)

Guarda la videointervista a Sweet Soubrette!