Settimanale, anno 16 - n. 48
Ven, 21 Giugno 2024

A propos de >> Perturbazione - Circolo degli Artisti

Musica a 360 giri

A cinque anni di distanza dalla loro ultima presenza al Circolo degli Artisti, tornano finalmente i Perturbazione, band indie pop torinese che comincia proprio da Roma il tour di promozione del loro nuovo album Del Nostro Tempo Rubato.
Proprio su questo loro nuovo lavorone è incentrato il concerto, 24 nuove tracce, un lusso di questi tempi. Consapevoli dell'impossibilità di riproporre tutte le tracce in concerto, la band ha provato a portare un assaggio consistente. Si inizia in sordina, poca gente all'interno, luci bassissimfe. Tommaso Cerasuolo dirà infatti a fine concerto "Ci stavamo preoccupando seriamente della sala vuota, ma come al solito non ci avete delusi!"
Ad aprire le danze ci pensa la prima canzone del nuovo album, Istruzioni per l'uso, a cui segue la seconda traccia Mondo tempesta e il concerto ha inizio! La gente comincia ad entrare, il ritmo aumenta. Intervallano canzoni nuove a vecchi classici, il primo dei quali, Nel mio scrigno, viene cantata da tutti a gran voce. Si torna velocemente all'album nuovo, movimentando un po' con Vomito! e rituffandosi ad intervalli nel passato, con Se mi scrivi di più, Il senso della vite, Un anno in più, insomma le loro canzoni migliori e più conosciute. Uno dei momenti più intimi ed intensi si raggiunge proprio con Agosto, conosciuta anche al di fuori del gruppo dei fans, quasi sussurrata con l'accompagnamento di tutto il pubblico. Divertente, e al contempo amara, la frase che accompagna la fine di L'Italia Ritagliata, dedicata a tutti quelli che "da bambini ridevano di Fantozzi, e oggi ridono con Fantozzi". La band sul palco ci mette tutto, Tommaso è visibilmente emozionato e contento di esibirsi, trascina ogni parola, ogni sillaba, ogni nota dei chitarristi è sentita e vissuta. Il tutto continua a scorrere veloce, con alternanze di ritmo, e 3 bis finali. La maggior parte del concerto è stata dominata dalla presentazione del nuovo disco, le cui sonorità non si discostano molto da quelle del passato, rendendo il tutto godibile, fluente, continuo.
La percezione finale che esce da questa loro esibizione è che sono gente col cuore, che fa le cose con amore e cura. E il pubblico accorso lo testimonia e ringrazia. Un'esibizione che forse scorre un po' troppo, 1 ora e mezza scarsa di concerto, ma è tempo di qualità. 
 
 Alessandro Vitali      (30.5.10)