Settimanale, anno 11 - n. 51
Ven, 19 Luglio 2019

Recensioni >> The Dead Weather - Sea of Cowards

Jack White, Alison Mosshart, Dean Fertita, Jack Lawrence hanno graffiato muri, scalfito con le unghie gli strumenti e questo rumore è totalmente defluito nel suono di Sea of Cowards.
Questo è il loro secondo album: una serie di graffi alle orecchie. La voce di Alison Mosshart è graffiante scura e Il drumming di Jack White è secco e tirato e si unisce perfettamente al basso di Lawrence che picchia profondo. La chitarra di Fertida, come la voce di Alison, non dà tregua, è sempre li ad intrecciare riff, melodie, rumori ed è proprio questo che colpisce di questo nuovo album: la compattezza del suono.
Rispetto al loro primo album Horeound, hanno sviluppato un suono ed una composizione più dura ed omogenea. Il basso e la batteria sono come un muro pronto a caderti addosso e a schiacciarti, i loro suoni penetrano nello stomaco e ti tengono sospeso.
Nei due brani
Blue Blood Blues e The Difference Between Us sperimentano l'uso di un sintetizzatore stile anni 80 che ricorda forse le sonorità del suo gruppo principale: un territorio facile per Jack White.
Gasoline  è forse uno dei migliori brani blues ascoltato ultimamente, con la voce di Allison acida e cupa. Nel brano Jawbreaker il gruppo rispolvera e riporta a pura realtà sonora quel sound garage molto anni 80 che proveniva dall'Australia.
Chiude l'album una splendida
Old Mary dal vago sapore tarantiniano ma con una forte voglia di sperimentare.
Sea of Cowards è proprio questo: un puro album di rock scuro e cupo, tirato violento e già questo basterebbe per dire "va bene ci piace e ti meriti anche un bel voto"; ma Jack White ed amici si sono messi in discussione, hanno esplorato, sono andati oltre il semplice album rock, si sono messi a nudo con le loro influenze e si sono detti: "ora suoniamo!".
La loro alchimia potrebbe effettivamente portare un cambiamento nella scena rock‐Indie di questo periodo perché non gli manca nulla, 4 grandi musicisti, e la voglia di suonare cosi vera e pura che a volte non ci credi. Ma basta mettere su il CD, premere Play e tutti i dubbi scompaiono! In quel momento ti accorgi che loro si sono divertiti a suonare!
Ad averne di gruppi cosi, ad averne.  

Claudio Lodi
      (20.6.10)