Settimanale, anno 10 - n. 3
Sab, 19 Agosto 2017

Pop Corn >> Rock Around The Screen

Libri da sentire, film da ascoltare

Rock Around The Screen è un libro che ha vari meriti. Tanto per cominciare si occupa in modo attento del rapporto musica-film, cosa che accade purtroppo in rarissimi casi anche se la musica cinematografica rappresenta, allo stesso modo di tutti gli altri elementi, un fattore costitutivo di quell'unità espressiva finale che il cinema deve essere.
Il libro, edito da Liguori, riesce a dare una classificazione puntuale e attenta della storia del cinema e del rock, sottolineando come l'avvento del rock'n'roll negli anni '50 segna un momento importante nella storia dei rapporti tra musica e film.
Il merito principale rimane, a mio avviso, quello di aver analizzato e mostrato le mutazioni della cultura giovanile di fine anni Sessanta in un arco di tempo compreso tra gli eventi rock di Monterey e dell'Isola di Wight fino ad arrivare agli anni ‘70.
I due curatori del libro
Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito, rispettivamente giornalista e critico il primo e storico del cinema il secondo, hanno fatto davvero un ottimo lavoro raccogliendo insieme 12 saggi che spaziano dai Teen Rock Movies degli anni '50 fino ai grandi raduni rock del '68, arricchendo il tutto con altri temi specifici tra i quali i Rockumentaries, i Videoclip e interviste a Julien Temple e Carlo Verdone.
Le storie raccontate sono delle vere e proprie fotografie socio-culturali, in cui il rock si fa portavoce del disagio giovanile di quegli anni, in un'epoca piena di voglia di cambiamento ma anche di inquietudine e di contraddizioni.
Si comincia dunque con Elvis Presley, il mito più potente costruito dall'industria dello spettacolo che diventa il primo, grande punto di riferimento per l'immaginario collettivo statunitense. Si passa poi a parlare dei documentari sui megaraduni, non solo Woodstock dunque ma anche Monterey, Altmont e il Festival dell'Isola di Wight e si arriva a parlare, sempre in chiave filmica, degli Who, di Dylan, dei Beatles e dei Pink Floyd (tanto per citarne alcuni).
A conclusione del libro non poteva non venirmi
 in mente una frase del geniale regista tedesco Win Wenders, che dice esattamente: "Il rock è un grande film, una grande storia in espansione nella quale si confondono sempre finzione e realtà", non mi resta che augurarvi, dunque, buona lettura e buona visione.

Annalisa Nicastro   (1.8.10)