Settimanale, anno 11 - n. 20
Gio, 13 Dicembre 2018

Interviste >> La Cura Per Il Freddo di Zibba

Polistrumentista, cantautore (seduto) anima libera, artista dalla voce profonda e viscerale. Zibba e Almalibre offrono sul piatto un nuovo album (per tutti coloro che ancora amano chiamarlo così) ricco di preziosi intrecci musicali. Si passa dal blues al reggae, dalla nenia in puro stile cantautorale, al jazz per finire (o ricominciare) agli intrecci rock. Miscela giusta di suoni caldi da portare in viaggio o degustare a piacere di fronte al camino. Quella che segue è la voce registrata di Zibba trascritta per voi sulle pagine digitali e profonde (anch'esse) di Sound36.com. Vediamo dunque cosa bolle in pentola...    

Ciao Zibba, e ben trovato. Ci parli del tuo nuovo progetto, "Una Cura Per il Freddo", se non erro il tuo quinto disco, vero? Come nasce?
   
Ciao, e ben trovati. Dunque, il progetto non è altro che un nuovo disco figlio di esperienze e viaggi e incontri degli ultimi anni. Dopo il successo di "Senza Smettere di Far Rumore" avevamo voglia di affrontare un nuovo lavoro ed eccolo qui. Le canzoni nascono dal quotidiano, non amo fare ricerche a tavolino, anzi spesso io e il gruppo, gli Almalibre, non amiamo programmare quasi nulla; tantomeno i testi e le musiche delle canzoni. In ogni modo questo ultimo disco, (hai detto bene è il quinto) propone canzoni nate nell'intervallo di tempo tra il disco precedente e l'uscita di quest'ultimo. In sostanza sono trascorsi quattro anni in cui ho raccontato tanti personaggi e mille sfaccettature. Sicuramente l'amore, l'amicizia hanno un posto di primo piano. Spesso traggo spunto dalle personalità che incontro e conosco di persona.    

Quindi che tipo di approccio hai alla scrittura, alla stesura dei testi?
La mia fucina è la strada, ascolto e mi guardo in giro. Scrivo tanto in macchina, quando viaggio con il mio registratore sempre al mio fianco. Mi faccio investire dalle sensazioni e poi metto tutto nero su bianco. Pensa che ho un archivio di robe registrate; perché spesso, magari a cena con gli amici e complice qualche bicchiere in più, accendo il registratore e raccolgo decine e decine di frasi, pensieri, tutto finisce nel calderone. Poi mi lascio ispirare e trascinare.  

Il quinto disco rappresenta un nuovo Zibba? Raccontaci qualcosa di più sulla sua realizzazione
 
Ma, ascolta. Mi sento in evoluzione e mutamento continuo. Il disco mi appartiene ma appartiene anche al mio passato. Anzi per certi versi non mi appartiene più. Sicuramente sono molto contento di averci lavorato come mi è parso e piaciuto. Abbiamo registrato tutto in un teatro. Abbiamo cambiato gli strumenti, come la batteria, ad ogni brano. Magari mescolando parti differenti, come i fusti, piuttosto che il rullante. Abbiamo seguito questa linea anche per le chitarre.
In buona sostanza amo vestire con il miglior vestito le parole che scrivo. Le voci sono state registrate in una villa in Toscana a San Salvo di Siena. Io cantavo nel salotto di questa casa proprio vicino al camino (c'è una foto sul book del CD).
Devi sapere che ho scritto tutte le canzoni in situazioni molto particolari, quindi cercavo di rivivere quelle stesse sensazioni prima di registrare. Registravo di notte e dormivo di giorno. Ho inciso le voci utilizzando il mio microfono Neumann  a valvole, riprendendo i suoni naturali di quell'ambiente e sfruttando così i riverberi naturali. Poi ci ha pensato il grande Sandro Franchin che ha fatto uno splendido lavoro per il missaggio finale.   

L'approccio musicale invece? Quali sinergie nascono con gli Almalibre?
Cerco le soluzioni a casa, porto con me una linea, magari anche solo un giro di batteria con il rullante, magari una melodia con la chitarra e poi la band reinterpreta il tutto. Si lavora molto assieme. Abbiamo un ottimo feeling e i musicisti cercano di ricolorare a modo loro ma seguendo spesso e volentieri i miei desideri.  

Una curiosità sul brano "Dauntaun" un pezzo dal colore blues, c'è un passaggio con un suono particolare ma incisivo e molto coinvolgente. Che strumento è?
 
Si, un giorno io e i miei manager siamo stati a Savona a pranzo in un posto dove ancora si mangia un primo con due euro. Ho chiesto loro di accompagnarmi in un mercatino dell'usato che era lì vicino. Comprai una vecchia tastiera, la Super Junior R della EKO (che ho visto usare anche a Sun Ra in una foto).
In effetti è quasi un giocattolo ormai e ha un suono terrificante. Però io ho improvvisato quella roba accostando un microfono al suo altoparlante ed è uscito fuori quello che si può ascoltare sul disco. In ogni modo "Dauntaun" è una dedica a Tom Waits un artista che mi ispira molto, più che altro nel modo compositivo piuttosto che nelle cose che fa.  

Parliamo degli artisti a cui ti ispiri, allora. Oltre Tom Waits?  
Ascolto molto Jazz, in particolare il Bop. Adoro Oscar Peterson, è stato un pianista eccezionale. Tra gli artisti contemporanei ho divorato e ascolto tutto'ora Van Morrison e in particolare "Moondance". E' il disco che faccio girare continuamente. Ci sono brani, vere poesie, su questo disco che sono per me fonte di grande ispirazione. Per esempio "Crazy Love", che secondo me è la canzone d'amore per eccellenza. Quando dice: "Posso udire il battito del tuo cuore a chilometri di distanza"! C'è tutto il mistero e la forza dell'amore.  

Mi dicevi che ami suonare molti strumenti, vero?  
Si, è vero. In realtà quest'anno ho suonato spesso la chitarra acustica per acocompagnarmi. Ho accantonato anche l'elettrica, che è sempre stata la mia preferita. D'altronde il cantautore è sempre quello che sta seduto e suona il piano o comunque uno strumento acustico! (sorride).  

Parliamo del tuo approccio dal vivo, quale pubblico ti segue?  
Dal vivo l'approccio è molto blues nel senso che amiamo improvvisare, i pezzi non sono mai uguali a se stessi. Il pubblico va dai quindicenni ai sessantenni. Ricordo quando a Trieste un ragazzo di circa sedici anni mi ha detto: "mi piaci perché sei grezzo e fai quello che ti pare" Io ho sorriso, non è proprio così ma ho capito cosa intendesse!  

Progetti paralleli, collaborazioni?

Sto iniziando a scrivere per altri artisti, una cosa che ho sempre voluto fare e finalmente si sta avverando anche se al momento non posso farti nessun nome. Sto iniziando collaborazioni live con altri artisti, come Paolo Bonfanti o Dado Moroni per esempio con i quali c'è l'idea di fare alcuni spettacoli in duo. E poi collaborazioni molte, sono sempre alla base del mio lavoro e non posso farne a meno.  

Per il prossimo futuro? Cosa aspetta Zibba e gli Almalibre?  
Usciremo con un live che abbiamo registrato in teatro a Sassello, in Provincia di Savona. Ad ottobre invece uscirà una compilation del Club Tenco, con un brano inedito: "Aria di levante".  Questa canzone è anche un po' un piccolo tributo a Van Morrison, in special modo al suo periodo di "Astral Weeks" (secondo album di Van Morrison uscito nel 1968 - ndr).  

E il prossimo disco nel 2012? Ma ci sarà la tempesta solare, sarà troppo tardi!
Ascolta (ride) mi sveglio spesso con la paura della morte. Se dovesse succedere di morte naturale, in vecchiaia, sarà dolce, perché secondo me le persone anziane sanno quando arriva il loro momento. Certo se dovesse succedere con la tempesta solare, mi roderebbe. Mia madre, che è testimone di Geova, dice che colpirà soltanto i malvagi, così ci leviamo di mezzo i governanti e rimaniamo solo noi che ci piace la musica la f a e il vino rosso!  
Grazie Zibba e buona musica
Grazie a voi

Federico Ugolini
      (11.9.10)