Settimanale, anno 12 - n. 4
Lun, 19 Agosto 2019

Recensioni >> Black Crowes - Crowology

Aspettavamo veramente con ansia il ritorno dei fratelli Robinson dopo anni di silenzio e di prove musicali un po' deboli. I Black Crowes con venti milioni di album venduti e l'appellativo di essere "la rock band più rock che c'è", sono stati e sono ancora il vero e unico punto di contatto con gli anni sessanta e settanta dove l'ideologia hippie era il succo vitale della musica.
Il loro suono  è pieno di quell'epoca di quelle melodie e di quello spirito. 
Una Banda capace di raccogliere il suono dei Led Zeppelin, dei Creedence Clearwater Revival, Rolling Stones, e di tutta quella scena folk rock, che tuttora riesce a darci delle gemme musicali splendide e che riesce a creare un suono moderno anche se non originale.
Il loro scopo non è di certo essere originali e innovativi  ma quello di fare buona musica e rendere omaggio alla grande musica rock. 
Dopo lo stupendo live con Jimmi Page dove la band ha dimostrato tutta la sua potenza, la band si è presa un periodo di fermo, hanno creato una loro etichetta discografica uscendo da quelle pressioni che solo la scena musicale sa imporre ed hanno creato quel piccolo capolavoro  di album che è
Warpaint.  
La crisi che per un periodo li aveva colpiti (ricordiamoci il molto debole
Lion King) oramai è passata, è andata via. 
Con l'uscita nei negozi dell'album
Crowelogy la band dimostra che la loro voglia di suonare è rimasta intatta.
Un album doppio che raccoglie le loro creazioni migliori in versione live acustica. 20 brani che raccontano il loro percorso musicale dal 1990 ad ora. 
La dimensione live è decisamente il loro punto di forza e dona ai loro brani una nuova vita e ci porta forse in una parte più intimista. Vorrei soffermarmi su questo punto, perché la qualità della registrazione e delle esibizioni è veramente splendida. Non è solamente ascoltare un concerto ma è un vero e proprio viaggio negli anni passati ad incidere canzoni ma è anche un viaggio nel suono e nelle visioni di una nazione come gli Stati Uniti che nella storia musicale hanno saputo darci così tanto, così tante emozioni. 
E questo è
Crowelogy: emozioni allo stato puro. Gemme splendide come Wiser Time, Soul Singing, le classiche ma sempre stupende Jealous Again, Remedy. Ma è ascoltando She talks to an Angel che i brividi aumentano.E ‘ una ballata splendida, un vero viaggio in decenni di musica folk e in quella America rurale che da est ad ovest ha saputo creare dei capolavori della musica folk.
Il viaggio continua con
Girl From a Pawnshop e Sister Luck, altri due capolavori di questo album. Altri brividi e altre immagini negli occhi e altri chilometri di viaggi nella mente. 
Se è vero che con il successo di bands come Wilco o come Alela Diane o Marie Sioux, il new folk ha preso di nuovo il cuore della musica in America, i
Black Crowes con questo album lasciano per un attimo la corona di band rock eccezionale, capace di racchiudere in 5 minuti di canzone 40 anni di storia del rock, ed entrare a pieno titolo nella scena del new folk, con violini  chitarre, mandolini, cori. 
Un capolavoro musicale della durata di quasi due ore, da ascoltare seduti ad occhi chiusi o in macchina, ovvero quando avete la possibilità di viaggiare con loro e farvi trasportare dalla musica che questi musicisti sanno fare e suonare.  

Claudio Lodi     (26.9.09)