Settimanale, anno 10 - n. 0
Dom, 22 Luglio 2018

Recensioni >> Beatrice Antolini - Bioy

La capacità comunicativa della musica di Beatrice Antolini non sembra avere limiti o freni. Il flusso di creatività che scorre lungo i tasti di tutti gli strumenti che suona in prima persona è un fiume in piena.
La sua passione per la musica nasce sin dalla prima infanzia e si concretizza con gli studi di conservatorio, le scorribande dark rock con i primi gruppi, fino alla realizzazione delle musiche per la compagnia della scuola Teatro Colli di Bologna. Così si arriva all'esordio discografico con il cd
Big Saloon, album pubblicato nel 2006 dall'etichetta Madcap Collective con ottimi risultati di critica e pubblico.
La consacrazione arriva nel 2008 con
A Due, cd pubblicato da Urtovox, segno della piena realizzazione espressiva di una piacevole anomalia nel panorama musicale italiano. Gli ultimi due anni vedono la grintosa autrice esibirsi in numerosissime date nazionali e internazionali, in più tante collaborazioni artistiche (Afterhours, A toys orchestra, Velvet, Bugo...).
Giusto il tempo per raccogliere le idee per il nuovo disco ed ecco che Beatrice torna dietro i suoi amati strumenti per realizzare
BioY il suo terzo album.
Voce dal timbro inconfondibile, tanto ritmo battuto e suonato, per il pop dal profumo mutante della traccia di apertura
Piece of Moon. Per questa nuova avventura sul pianeta musica, Beatrice indossa i panni di un guru della soul music, usa tastiere, sax, cicabum qua e là, per far ballare il demone sonico nascosto dentro ogni ascoltatore. E' il caso dell'esplosivo singolo We're Gonna Live, ed è proprio il momento di scomodare il nome di sir Beck! Le percussioni sembrano spuntare ovunque, una sull'altra formano un tappeto sonoro, come anche in Mutantsonic e Eastern Sun, brani dal grande impatto live che incoronano la Antolini regina del Pop di avanguardia internazionale.
Beatrice in questo nuovo cd sa graffiare con il funky e sa accarezzare con la melodia delle ballate al piano come in
Planet, l'Occidente si avvicina all'Oriente in un dolce abbraccio tra voce, archi e piano.
Per chi conosce già Beatrice Antolini questo disco sarà una conferma, al contrario sarà una gran bella sorpresa.

Claudio Donatelli (12.12.10)