Settimanale, anno 17 - n. 37
Ven, 4 Aprile 2025

Sulla musica >> Il Coro liturgico

Studi, tesi, riflessioni sulla musica

 La S.Messa Domenicale delle 11,30 nella Chiesa di S.Ponziano ha una sua particolarità: pur non essendo a rigor di termini una messa cantata, ne ha molti aspetti. La messa è animata liturgicamente da un coro che si è dato il nome di "Laudate Dominum", per riaffermare il suo obiettivo, che non è quello di esibirsi in concerti, ma unicamente quello di cantare per onorare Dio.
Il direttore del coro è anche organista ed accompagna i canti. Il suo organico, compreso il maestro, è di appena 14 elementi, di cui nove sono donne e cinque uomini. Ma quando il coro canta, il suono riempie tutta la chiesa, come se i suoi componenti fossero in numero ben maggiore. Ciò è dovuto alla alta qualità dei componenti ed anche ad una scrupolosa preparazione di ciascun brano cantato, curata dallo stesso direttore e dal suo collaboratore, diplomato in chitarra classica al Conservatorio di S.Cecilia a Roma, che cura inoltre la preparazione vocale con seminari teorico-pratici sul canto corale. Oltre ai due maestri appena citati, il coro è formato da altri dodici elementi, tutti dilettanti, ma grandi amanti del canto. La suddivisione delle voci è quella classica per i cori a quattro voci, e cioè soprani, contralti, tenori, bassi. Le parti soliste sono affidate prevalentemente ad un soprano ed ad un tenore, il maestro di chitarra già menzionato. Ma anche altri elementi contribuiscono come solisti: lo stesso direttore, come basso, ed altri membri del coro. Il repertorio del coro è di tutto rispetto: oltre ai classici brani estratti dal repertorio dei canti della liturgia (canti eucaristici), il coro interpreta con maestria brani celebri come l'Ave Maria di Arcadelt, il corale di Bach "O Haupt voll Blut und Wunken" tratto dalla Passione secondo Matteo, (in italiano tradotto come "Signore Dolce Volto"), il mottetto Jesu Rex Admirabilis, l'Ave Verum di Gabriel Fauré, ed altri brani di autori sacri di rilievo come Molfino, Miserachs, Bartolucci, Frisina. Sono in preparazione altri brani famosi, come l'Ave Verum di W.A.Mozart e l'Ave Maria Guarany di Ennio Morricone.
All'infuori dei primi due, come già detto, gli altri componenti sono tutti dilettanti. Una menzione particolare per le voci soliste. La voce del soprano solista basta da sola a riempire la chiesa, con un timbro di voce sonoro e vibrante in particolare nel registro medio-acuto, che conferisce una particolare suggestione alle parti soliste che in alcuni brani sono alternate a quelle corali; l'intonazione è sicura e precisa, ed il ritmo è ben curato.
Gli interventi solisti del tenore solista dimostrano appieno la sua grande preparazione musicale e canora, sia nell'intonare i non facili brani gregoriani che nell'avvio di brani in cui la voce solista si alterna alle parti corali, sempre eseguiti con misura ed in modo adeguato. E' molto importante per un cantante adattare la voce al tipo di melodia, ed in questo il solista è maestro.
Come sempre, gran parte del merito per un coro che funziona bene (come per qualunque insieme di persone) va al maestro e direttore del coro, che ha il difficile compito di uniformare le diversità dei suoi coristi per ottenere un prodotto unitario e gradevole. Il direttore lo fa con grande passione e professionalità, imponendo una disciplina che tutti sono ben contenti di accettare, per ottenere il miglior risultato possibile. E per concludere con S.Agostino "Qui bene cantat, bis orat" ovvero, chi canta bene, prega due volte.


Red.     (30.11.08)