La Soffitta >> Luigi Tenco
Gruppi, dischi, storie e personaggi che hanno fatto la storia della musica!
Luigi Tenco, una vita troncata troppo presto
Quando si parla di Luigi Tenco, il pensiero vola subito a quel terribile giorno del 1967 nel quale il giovanissimo cantautore (compositore, come voleve essere definito lui stesso) trovò la morte in un albergo, ucciso da un colpo di pistola alla tempia. Ancora oggi esistono dubbi su quell'episodio: suicidio o omicidio abilmente camuffato da suicidio? Non approfondiamo quest'argomento doloroso, già a lungo dibattuto in altre sedi, e limitiamoci a parlare del Tenco poeta e musicista.
La sua vita è stata brevissima, meno di trent'anni. Infatti era nato nel 1938 a Cassine, un piccolo paese del Piemonte in provincia di Alessandria, situato a pochi chilometri dalla più celebre Acqui Terme. Singolarmente, la sua nascita è stata contemporanea allo sboccio della primavera di quell'anno, il 21 Marzo 1938. Era ancora un giovane studente liceale quando cominciò la sua vita musicale, fondando un piccolo complesso jazz denominato Jerry Roll Boys Jazz Band; tra i componenti troviamo un altro personaggio famoso nel mondo della musica leggera italiana, Bruno Lauzi. Il giovanissimo Luigi suona il clarinetto, uno strumento particolarmente congeniale con la musica jazz. Dopo poco, entrò a far parte di un altro gruppo, I diavoli del rock, nel quale troviamo un altro nome celebre, quello di Gino Paoli.
Diventato un giovane studente universitario, divenne membro di un altro gruppo jazz, chiamato Modern Jazz Group; ed infine, nel 1959, esordì con un altro gruppo ancora, I Cavalieri, con Enzo Jannacci. Con questo gruppo comincia l'attività discografica di Tenco, che incide due dischi a 45 giri, Mai e Mi chiedi solo amore. Per chi non lo ricorda, i dischi a 45 giri contenevano due soli brani, uno per facciata, per cui siamo ancora lontani dalla presentazione di una raccolta o di un album. Dovranno passare altri due anni prima che Tenco incida un altro 45 giri, che si intitola I miei giorni perduti. Ma appena un anno dopo, ecco che finalmente viene prodotto un disco a 33 giri: contiene 8 brani, stavolta, e tra essi troviamo uno di quelli che gli ha dato celebrità, il famoso Mi sono innamorato di te. Tra gli altri brani, uno era intitolato Cara maestra, e fu bocciato dalla censura, che in quegli anni era alquanto severa in Italia. Vale la pena di ricordare che altre canzoni di compositori celebri (Domenico Modugno, Gianni Meccia, ed altri) furono bloccate, o fu necessario cambiarne il testo, giudicato sconveniente per il pubblico. Anche in questo caso, Tenco fu punito fino al punto da essere allontanato dalle trasmissioni RAI per ben due anni.
Dopo una breve parentesi a causa del servizio militare, nel 1966 vengono prodotti altri due grandi successi, Un giorno dopo l'altro, che divenne anche sigla dello sceneggiato televisivo "Il commissario Maigret", e Lontano lontano, un'altra delle canzoni che gli ha dato celebrità e che la quasi totalità del pubblico conosce.Siamo agli inizi di quel tragico 1967 quando Tenco si presenta al festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, cantata da lui stesso e da Dalida, cantante francese di origine italiana con la quale aveva avuto anche una relazione. E' un accorato inno allo spopolamento delle campagne ed alla tristezza dell'emigrazione, alla solitudine di chi per vivere è costretto ad abbandonare i luoghi in cui è nato e che gli sono familiari per immergersi in un mondo ostile e sconosciuto. La canzone non fu ammessa alla serata finale, e si classificò al dodicesimo posto. E da questo momento Luigi Tenco scompare dalla scena di questo mondo, portando con sé il suo grande talento e le sue idee.
Luigi Tenco è stato un innovatore per il suo tempo: abbiamo parlato su queste stesse pagine di altri cantanti e gruppi innovatori, per cui Tenco non è stato certo l'unico o il primo. Ma viene fatto di chiedersi con rammarico cosa altro sarebbe riuscito a dare al mondo un uomo che ci ha lasciato a neanche ventinove anni. Le sue canzoni si differenziavano dalla grande produzione di massa corrente perché avevano un significato, inducevano a pensare, a porsi dei problemi. Nella lettera che è stata ritrovata vicino al suo cadavere Tenco accennava alla sua delusione per il giudizio mediocre del pubblico e della giuria, che avevano promosso canzoni banalmente popolari e scontate contro la sua Ciao amore ciao, ben più impegnata. La sua sorte è stata quella di molti innovatori, che vengono talvolta compresi soltanto dopo la loro morte. E, purtroppo, questo accade anche per le persone di cultura, che finiscono spesso con il rimanere isolate da un mondo nel quale la cultura ha un posto molto secondario, sommersa ed emarginata dalla mediocrità e dalla pubblicità, dalle raccomandazioni interessate, dalla paura del rinnovamento, dalla mancanza di capacità di avventurarsi verso nuove mete.
Tenco ha scritto canzoni d'amore, ma anche canzoni di protesta. Le più famose canzoni d'amore sono Angela, Mi sono innamorato di te, Lontano lontano, Ho capito che ti amo. I testi di queste canzoni, di cui Tenco ha scritto sia le parole che la musica, sono veri piccoli componimenti poetici: è uno dei casi nei quali parole e musica si fondono in una simbiosi di grande espressività, che parla sia ai sensi che all'anima. In alcuni di questi brani la tonalità varia in senso ascendente (vedi Lontano lontano, per esempio), piccolo accorgimento tecnico musicale che coinvolge ancor più emotivamente l'ascoltatore.
Mi sono innamorato di te può essere considerata una canzone emblematica per molti giovani che non riescono a trovare interesse nella vita, e purtroppo talvolta ripiegano verso atteggiamenti violenti ed immorali. Il protagonista è un uomo che cerca nell'amore per una donna il suo interesse per la vita, per avere qualcosa da fare durante il giorno, per poter sognare durante la notte. Ma l'amore è un compagno esigente, e finisce per prendere il sopravvento su di lui; quando i suoi interessi cominciano ad allargarsi e la sua vita è diventata meno monotona, il pensiero della sua amata continua ad invaderlo, e tutto quello che vorrebbe fare diventa più difficile.
La canzone Vedrai, vedrai è un'altra delle composizioni poetiche che ha come tema l'amore; è un uomo in crisi che parla alla sua compagna, promettendole che la loro vita cambierà, migliorerà, anche se non sa dire quando questo accadrà. Si intravede dietro le sue parole il volto di una donna innamorata e paziente, che forse già sa che nulla cambierà, ma che nonostante tutto continua ad amare il suo uomo. Sembra che lo spunto di questo brano sia stato preso da una frase che Luigi diceva spesso a sua madre, che non vedeva per nulla di buon occhio la carriera musicale di suo figlio, ed avrebbe preferito vederlo laureato (in effetti, Luigi studiò all'Università prima ingegneria, poi scienze politiche, superando anche molti esami, ma senza grandi risultati).
Una canzone di protesta che ricorda un po' quelle celebri di Giorgio Gaber è Cara maestra. In tre piccoli episodi, viene rimproverato ad una maestra elementare, ad un sacerdote e ad un sindaco la loro scarsa coerenza. Tutti e tre pretendono di insegnare la morale agli altri, ma quando si trovano di fronte all'atto pratico si comportano in modo interessato e conformista. Giorgio Gaber diceva cose simili nella sua cazone "E allora dai!", rimproverando ad un immaginario interlocutore "Le cose giuste tu le sai, dimmi perché tu non lo fai!".
Pochi artisti hanno avuto dopo la loro scomparsa tante commemorazioni come Luigi Tenco. Nel 1972 viene creato il Club Tenco, da Amilcare Rambaldi. Moltissimi cantanti gli dedicano composizioni e copertine di dischi, e tra loro troviamo Fabrizio De André, Francesco Guccini, Giorgio Gaber, Vinicio Capossela, Francesco De Gregori. Le tre case discografiche con cui aveva lavorato da vivo (Ricordi, RCA e Joolly Joker) continuano a pubblicare con successo antologie dedicate a lui. Dopo oltre quarant'anni, le sue composizioni conservano ancora il fascino iniziale, e continuano ad essere eseguite, canticchiate e registrate.
Ma le sorprese su Luigi Tenco non sono ancora finite! Sembra che stiano per uscire due Cd inediti che ci darebbero una nuova immagine di lui, sovrapponendosi a quelle che già si sono rivelate negli anni trascorsi da quel triste 1967. Non ci resta che attenderne l'uscita, per poi goderci il talento di un compositore che dopo quarantadue anni ancora sopravvive nel culto dei tanti suoi amatori, come se non fosse mai morto.
Giovanni Vitagliano (6.12.09)